Perfil de VincenzoIL MAGICO MONDO BIANCONE...FotosBlogListasMás ![]() | Ayuda |
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04 junio Si RITORNA!!!!SI RITORNA
DOPO 5 MESI DI LUNGO SILENZIO...
RESOCONTO DEL CAMPIONATO,ANKE SE SAPETE
COME E' ANDATA A FINIRE...
JUVE SECONDA DOPO UN FINALE DI STAGIONE NERVOSO E INTENSO...
RANIERI E' STATO CACCIATO ED E' ARRIVATO
IL MITICO CIROOO...X DUE PARTITE...
ADESSO ASPETTIAMO KE QUELLA SPECIE VIVENTE E RARA( X FORTUNA)
DI COBOLLOOOOO
DICA
CIRO ALLENATORE ANKE IL PROSSIMO ANNO E X
IL FUTURO...
FORZA CIRO!!! 31 enero Vecchie abitudini....Come è successo all'andata
la JUVE perde due partite consecutivi in campionato...
ED IO RITORNO AL MIO SILENZIO...
SN TROPPO INCAZZATO...
C RITROVIAMO AL PIU' PRESTO... 29 enero Juve ko, ma è tornato TrezeguetNon sempre il Friuli porta bene. In uno degli stadi dove ha molto spesso fatto bottino pieno, la Juventus deve cedere ad un’Udinese decisa e convinta, lontana parente della squadra che non vinceva in campionato da 12 turni. Di Natale e Quagliarella si confermano i rivali più pericolosi e puniscono con un gol per tempo, rovinando il 31° compleanno di Buffon. Un rigore di Iaquinta prova a riaprire i giochi ma non basta. I bianconeri perdono dopo due mesi e vedono l’Inter tornare a +6. Sabato contro il Cagliari – forse la squadra più forma del momento – l’occasione per ripartire. Al Friuli, Ranieri deve rinunciare a Del Piero ma ritrova Trezeguet, convocato per la prima volta dopo quattro mesi di stop. Il francese va in panchina insieme a Iaquinta e Chiellini. Gioca Giovinco, conferme importanti per Mellberg e Marchisio, autori degli ultimi due gol bianconeri in campionato. Di fronte un’Udinese in crisi di risultati, ma che può sempre contare su attaccanti pericolosi come Di Natale e Quagliarella. Marino non rischia le tre punte e inserisce Asamoah e con il centrocampista in più i padroni di casa partono forte. Buffon è subito costretto a mettersi in luce con un intervento ravvicinato su Zapata. Ma al 20’ arriva il gol. Su un contropiede nato quasi per caso, Di Natale è bravo a crederci, tenendo in campo un pallone e a servirlo a Quagliarella che si gira e insacca sul secondo palo. La Juventus fa un po’ fatica a reagire, Giovinco tenta di inventare, Amauri è sempre ben controllato. Anche Marchionni e Nedved provano a dare il loro contributo ma Handanovic non deve mai intervenire. Così, prima del riposo, è ancora Buffon a dover metterci del suo salvando su Isla. Ripresa. Ranieri gioca subito la carta Iaquinta (al posto di Marchionni), memore della prodezza di un anno dell’attaccante. I primi minuti sono ancora di marca friulana con Di Natale e Quagliarella ancora in evidenza. Ma col passare dei minuti la Juventus prende in mano la gara. Il pressing dei padroni di casa è meno veemente e le due torri in avanti fanno paura. Ma paura la fa anche Di Natale che al 29’ si inventa una discesa sulla sinistra e un destro a giro che non dà scampo a Buffon. La gara sembra chiusa ma dopo due minuti si riapre. Iaquinta conquista un pallone di forza, Grygera si infila e viene steso in area da Pasquale: rigore che lo stesso Iaquinta trasforma. Sul 2-1, Ranieri butta dentro anche Trezeguet e Poulsen. Escono anche i due marcatori friulani Di Natale e Quagliarella. I bianconeri continuano a buttare palloni in area ma non è facile trovare spazi. Nonostante i quattro minuti di recupero il punteggio non cambia più. La Juventus perde dopo una lunghissima serie, ma ha ritrovato David Trezeguet: un’arma in più per il proseguo del campionato. 25 enero Marchisio-Buffon: Juve in cimaMissione compiuta. La Juventus ritrova la vetta della classifica (anche se solo provvisoria) e aggancia l’Inter dopo il successo per 1-0 su un’ottima Fiorentina. Nel giorno dedicato al ricordo dell’Avvocato ci pensano Marchisio e Buffon a regalare una vittoria fondamentale. Per entrambi è un bel regalo di compleanno. Claudio festeggia con un gol da cineteca i 23 anni compiuti lunedì. Gigi i 31 che arriveranno mercoledì con una prova super, degna del miglior portiere di tutti i tempi. L’anniversario della scomparsa dell’Avvocato è uno sprono in più per i bianconeri. Ranieri non può fare a meno di parecchie pedine tra infortuni e squalifiche, ma ritrova Gigi Buffon. Mellberg, De Ceglie e Marchisio prendo i posti di Chiellini, Molinaro e Sissoko. I bianconeri sanno dell’importanza della gara e partono subito forte. Del Piero e Marchionni sono i più ispirati ed è proprio dalla destra che arrivano i primi pericoli. Al 9’, incursione dell’esterno e tocco per il capitano che inventa un lob che scavalca Frey ma anche la traversa. Subito dopo è Amauri a liberarsi e a provare il sinistro: alto. La Fiorentina crea qualche grattacapo con Jovetic a sinistra e con Gilardino. Buffon dimostra di stare bene ed è preciso in ogni uscita. Col passare dei minuti, la Juventus conferma il predominio e al 21’ passa. Del Piero vede l’inserimento di Marchisio e lo serve con un filtrante da favola: Claudio controlla e batte Frey col tocco sotto. Un meritato regalo di compleanno con cinque giorni di ritardo. La squadra di Prandelli è obbligata a cambiare marcia e per i bianconeri c’è da soffrire. Santana colpisce la traversa di testa e sul proseguo Gilardino insacca ma è fermato in fuorigioco. Tutto da vivere il finale con una clamorosa occasione per parte. Marchionni parte da solo, resiste ad una carica e costringe due volte Frey alla grande parata. Dal possibile 2-0, per poco non arriva il pareggio con Kroldrup che mette a lato di testa su azione d’angolo. Al riposo si va così sull’1-0. Ripresa. Kuzmanovic per Gobbi è la prima mossa di Prandelli. La Fiorentina alza il baricentro e i bianconeri devono raddoppiare la soglia d’attenzione. All’11’ è Pasqual a scaldare i guanti a Buffon con un sinistro in corsa. Stessa azione ma a parti inverse pochi minuti dopo. Grygera si sgancia e fa partire un destro in corsa su cui Frey è costretto alla grande deviazione. La squadra di Ranieri decide di riprendere in mano l’iniziativa. Del Piero e Marchionni costituiscono ancora l’asse più pericoloso. Servito proprio dal centrocampista, il capitano sfiora la traversa. Ma è la Fiorentina a creare il pericolo maggiore con Gilardino che tocca a botta sicura, ma senza fare i conti con Buffon che devia coi piedi. Bonazzoli per Santana è la carta di Prandelli, Giovinco per Del Piero la risposta di Ranieri. Il fantasista ha la chance per il raddoppio ma dopo la sua lunga sgroppata si trova Frey a chiudergli la strada. Entra anche Poulsen per uno Zanetti stremato. Il risultato non cambia più nonostante i tentativi da entrambi le parti. E’ un 1-0 che vale il primato. Da lassù anche l’Avvocato può sorridere. Come ha detto Cobolli Gigli, una Juve così sarebbe piaciuta anche a lui! 20 enero Un punto che vale doppio.Per una volta si può dire. Più che due punti persi, quello portato a casa dall’Olimpico è un punto guadagnato. La Juventus torna a casa da Roma con un bel 1-1. Intanto perché ottenuto contro una Lazio sempre pericolosa (soprattutto nella prima mezz’ora), ma soprattutto per la prestazione offerta dalla squadra. Anche senza tanti assenti, i bianconeri tengono testa. Difesa da copertina. Mellberg segna il primo gol juventino. Legrottaglie migliore in campo. Ariaudo da applausi alla sua prima da titolare in Serie A. Bene anche Molinaro, peccato per il giallo che gli farà saltare la Fiorentina. Proprio come Sissoko. La Juventus guadagna quindi un punto sull’Inter, battuta a Bergamo, e chiude il girone d’andata dietro di soli tre punti. In attesa di un ritorno tutto da vivere. Ancora una volta Ranieri deve fare i conti con le assenze, soprattutto in difesa. Senza Grygera e Chiellini (ma anche di Zebina, Salihamidzic e Knezevic, oltre Buffon), il tecnico deve optare per Ariaudo al centro della difesa e Mellberg a destra. Torna anche Zanetti, protagonista insieme a Del Piero dell’ultima vittoria juventina di un anno fa. La Lazio presenta il suo tridente Pandev-Rocchi-Zarate e parte con l’intenzione di fare la gara. La difesa bianconera è costretta a mille attenzioni per non lasciare varchi. Nonostante la supremazia, fino al 25’ i padroni di casa non combinano un granché. Ma proprio al 25’ Ledesma scodella una punizione a spiovere che sorprende Manninger e si insacca con l’aiuto del palo. Sotto di un gol, la Juventus si salva dal possibile raddoppio (Manninger para su Rocchi e Pandev mette alto) e al primo attacco trova il pareggio. Angolo dalla destra, in mezzo all’area spunta la testa di Mellberg che batte Carrizo. Per lo svedese è il primo gol, tanto bello quanto importante. E’ il 30’. Da qui inizia un’altra partita, più equilibrata e meno emozionante, che arriva senza sussulti all’intervallo, a parte un colpo di testa di Legrottaglie da angolo. Ripresa. Si parte senza novità e ancora all’insegna dell’equilibrio. Al 5’, il primo sussulto è di Sissoko che spezza in due la difesa laziale con il suo inserimento ma Carrizo para in due tempi. Il portiere argentino ferma anche il tiro di Marchionni due minuti dopo. E’ una scossa per la Juve che inizia una fase di predominio, fatto di sfondamenti a destra dove Marchionni e Mellberg si vanno vedere di continuo. Nedved e Amauri ci provano ma il 2-1 non arriva. Tenta anche Zanetti, senza fortuna. Intanto giallo per Del Piero e Molinaro. Pesante quello del difensore che, in diffida, salterà il match con la Fiorentina. Ranieri manda nella mischia Marchisio, poche ore prima del suo 23° compleanno. Claudio prova a farsi il regalo più bello, ma il suo tiro da fuori è alto. Entra anche Giovinco per Del Piero, ma Ranieri deve ricevere un’altra notizia non prevista: Sissoko ammonito e anche lui salterà la Fiorentina, come già successo all’andata. La Juventus ci crede fino all’ultimo e nel finale crea l’azione più pericolosa: Legrottaglie si inventa un destro in corsa che va a stamparsi sul palo, a Carrizo battuto. A pochi secondi dalla fine, Foggia non arriva a colpire a pochi passi da Manninger. La gara si chiude con un pari tutto sommato giusto e un rimpianto per uno. E’ un 1-1 che significa un punto guadagnato (sull’Inter) e non certo due persi. 15 enero La Signora di Coppe cala il trisE’ più che mai una Signora di Coppe. Dopo aver fatto vedere grandi cose in Champions League, la Juventus parte col piede giusto anche in Coppa Italia Tim Cup. Nella gara secca valida per gli ottavi di finale, la squadra di Ranieri ha eliminato il Catania e ha prenotato il match dei quarti con il Napoli. All’Olimpico è un monologo bianconero e il 3-0 finale è persino stretto per la mole di gioco e di occasioni create. Apre Marchionni dopo quattro minti. Giovinco e Del Piero chiudono i conti intorno alla mezz’ora della ripresa. Due pali colpiti dal capitano, il portiere Bizzarri migliore dei siciliani. Mister Ranieri dimostra di tenere alla manifestazione e manda in campo una Juve di prim’ordine. Basta guardare l’attacco con Amauri-Del Piero e Giovinco a sostegno. Ma anche con i rientranti Buffon e Zanetti. Curiosità per il giovane Ariaudo subito dentro dall’inizio. E anche i suoi ragazzi dimostrano di voler proseguire il cammino e regalarsi i quarti con il Napoli. L’avvio è sprint con Giovinco che impegna subito Bizzarri. Ma il gol arriva già al 4’. De Ceglie va via a sinistra, centra per la testa di Del Piero che impegna l’estremo catanese: sulla respinta il più lesto è Marchionni che insacca da due passi. Buffon non può permettersi un avvio soft. Gli avanti siciliani si fanno vedere spesso dalle sue parti. Soprattutto con cross dalle fasce, ma anche un destro da lontano di Martinez che il portierone disinnesca con tranquillità. Tra i più in vista c’è Giovinco. Splendido il so scambio con Amauri e la botta al 20’: palla a lato di pochissimo. Il Catania non sta a guardare e prova ad attaccare, lasciando spazi in cui i bianconeri spesso si inseriscono con Marchionni, De Ceglie e lo stesso Giovinco. La ripartenza più pericolosa al 37’. Giovinco è altruista e serve Amauri che arriva a tu per tu con Bizzarri, bravo ad uscire con i tempi giusti. Neanche il portiere argentino può nulla un attimo dopo sul diagonale di Del Piero, ma ci pensa il palo a salvarlo. Si va così al riposo con un 1-0 che non la dice tutta sul netto predominio bianconero. La ripresa parte con lo stesso copione. Il Catania non vuole (o non riesce) ad attaccare. La partita continua a farla la Juve, ma c’è sempre da fare i conti con Bizzarri. Il portiere argentino compie un miracolo (coi piedi) su Del Piero e poi salva su Marchionni. All’8’ c’è anche spazio per le proteste per un presunto rigore non fischiato per fallo su Sissoko. I bianconeri giocano sul velluto e ogni ripartenza dà l’impressione di poter essere pericolosa. Zenga prova a mandare in campo Paolucci (prodotto di scuoala Juve) al posto di Plasmati. Ma il neo entrato ha giusto il tempo di entrare per assistere dal campo alla fine dei giochi. In due minuti, la Juventus crea tre palle gol da manuale che si tramutano in due gol (Giovinco e Del Piero) e in una traversa (ancora del capitano). Il 3-0 mette la parola fine ad una partita che stata a senso unico fin dall’inizio. Ranieri ha così modo di far prendere gli applausi a Giovinco (dentro Esposito) e far rifiatare Sissoko (entra Poulsen). Ma il più fatto. Nonostante gli ultimi tentativi di un Amauri mai sazio, il risultato non cambia più. La Juventus va avanti e attende il Napoli nei quarti. Si giocherà ancora all’Olimpico il prossimo 4 febbraio. 12 enero Segna Del Piero, bianconeri allegriIl 2009 si apre come meglio non potrebbe. Dopo il Pareggio dell’Inter contro il Cagliari di Allegri (in tribuna all’Olimpico per assistere alla gara), la Juventus sfrutta al meglio l’occasione. Batte il Siena al termine di una gara sofferta e porta a quattro lo svantaggio dalla vetta. L’anno nuovo si apre come si era chiuso il vecchio, nel segno di Del Piero. Il capitano decide la sfida con una prodezza su punizione al 33’ del primo tempo. Vittoria sofferta contro un Siena che non ha mai mollato. Quasi un mese dopo l’ultima apparizione, la Juventus torna all’Olimpico. E’ la prima uscita dell’anno nuovo e potrebbe subito regalare una gioia ai bianconeri. Visti i risultati degli anticipi, la squadra di Ranieri deve vincere per recuperare due punti alla battistrada. Per farlo, mister Ranieri si affida alla squadra del 2008, quella che ha centrato la striscia di fine anno. Mellberg al posto di Chiellini, Manninger si merita il premio di affrontare i suoi ex compagni prima di lasciare il posto a Buffon. L’avversario di giornata è di quelli tosti. Il Siena arriva a Torino ben abbottonata, ma anche con due punte (Ghezzal e Calaiò) e un trequartista (Kharja). La Juventus parte forte subito alla ricerca del vantaggio, ma deve stare attento a non lasciare spazio al contropiede. Gli spazi si fanno subito stretti e per creare pericoli, i bianconeri devono ricorrere ai calci piazzati. Anche se Manitta è sempre ben piazzato. Ma neppure il portiere senese può nulla al 33’. Del Piero inizia al meglio la caccia al bis di uomo dell’anno: punizione capolavoro e bianconeri avanti. E’ il gol che apre una gara bloccata e che permette alla Juventus di andare in vantaggio 1-0 al riposo. Nella ripresa, Giampaolo mette subito Frick al posto di Calaiò. Ranieri risponde con Zanetti per Sissoko. La musica non cambia. Il Siena, che dovrebbe attaccare per cercare il pari, non fa cose particolari e lascia l’iniziativa ai bianconeri. Amauri ha voglia di continuare ad essere protagonista e sfiora il pari di testa, su cross di Grygera. Il brasiliano si fa vedere anche come uomo assist e in un minuto serve prima Del Piero e poi Nedved in zona favorevole, ma il raddoppio non arriva. E così il Siena torna a crederci. L’ingresso di Packer fa alzare il baricentro dei toscani che si fanno vedere dalle parti di Manninger, costretto ad una grande parata su Ghezzal. Entrano anche De Ceglie per Marchionni e Poulsen per Marchisio. Gli ospiti ci provano fino alla fine, costringendo l’Olimpico a restare col fiato sospeso. Il fischio finale di Russo sancisce una vittoria sofferta (ma meritata), fondamentale per riaprire i giochi. Ora l’Inter è avanti quattro punti. 23 diciembre Battuta l’Atalanta 3-1!Si voleva chiudere in bellezza il 2008 e così è stato. Una Juventus spietata conquista un’importante vittoria sul campo dell’Atalanta. Un 3-1 maturato nel corso di una partita vivace in cui la squadra di Ranieri ha capitalizzato al meglio le occasioni create. Parte bene l’Atalanta che si propone in avanti al primo minuto con Doni, il cui tiro finisce sul fondo, e due minuti più tardi con Floccari, uno dei giocatori nerazzurri più in forma, che costringe Manninger a una difficile parata. La Juventus accusa il colpo, ma riparte subito e prova una serie di offensive, andando anche in gol con Chiellini, ma l’arbitro Farina annulla per fuorigioco. Al 12’ ancora Floccari pericoloso, con un colpo di testa che finisce fuori. L’attaccante atalantino è senza dubbio il più vivace della prima fase della partita, come dimostra anche il suo tiro al 19’, questa volta parato da Manninger senza difficoltà. Da questo momento in poi comincia la crescita della squadra di Ranieri che si propone in avanti con sempre maggiore insistenza fino alla mezzora quando passa meritatamente in vantaggio. Sissoko vince un contrasto con un avversario, serve un ottimo pallone a Marchionni che dalla destra crossa al centro per Del Piero. Il capitano in corsa insacca il gol dell’1-0. Passano sette minuti e arriva anche il raddoppio, firmato Legrottaglie, che proprio in settimana si augurava di chiudere il 2008 con un gol, magari di testa, che in campionato ancora gli mancava. Il difensore mette in rete, proprio con uno splendido colpo di testa su angolo di Del Piero, la rete che consolida il vantaggio bianconero sul campo di Bergamo. Nella ripresa l’Atalanta torna in campo con Vieri e De Ascentis al posto di Valdes e Talamonti. E’ proprio l’ex attaccante bianconero, dopo tre minuti, a regalare un dispiacere alla squadra di Ranieri accorciando le distanze con un gol di testa (1-2). La squadra di Del Neri a questo punto prende fiducia e va a caccia del pareggio. Ne nasce una partita molto frizzante, con continui cambi di fronte, ma in realtà grosse occasioni da gol non ce ne sono. Proprio quando la pressione dell’Atalanta sembra aumentare, arriva la doccia fredda per i padroni di casa. Su punizione per l’ennesimo fallo su Del Piero, Marchionni mette in mezzo un pallone che Amauri con uno splendido stacco di testa mette in rete per il 3-1. Nel finale la Juventus gestisce il risultato e, al fischio finale, porta a casa tre punti preziosi che le permettono di mantenersi in scia della capolista in attesa della ripresa del campionato in gennaio. 19 diciembre Ottavi di Champions: sarà Chelsea - JuventusSarà il Chelsea il prossimo avversario della Juventus negli ottavi di finale di Champions League. E’ questo il verdetto del sorteggio tenutosi quest’oggi a Nyon, in Svizzera. I bianconeri, subito estratti contro i Blues se la vedranno dunque contro i vicecampioni d’Europa.
La prima sfida si giocherà a Londra, nello stadio di Stamford Bridge, mercoledì 25 febbraio alle 19.45 (ora italiana). Il ritorno è in programma martedì 10 marzo, all'Olimpico di Torino alle 20.45 (ora italiana).
Il più atteso parere sul sorteggio di Champions che ci ha assegnato il Chelsea è ovviamente quello di Claudio Ranieri, che del Chelsea è stato allenatore. Per lui un tuffo nel passato, ma il tecnico bianconero preferisce puntare l’attenzione su quello che sarà la sfida e soprattutto sul sorteggio che ha messo in piedi un confronto globale Italia-Inghilterra, con Chelsea - Juventus , Arsenal – Roma e Inter – Manchester United. «Il sorteggio mette di fronte il nostro campionato a quello inglese che sicuramente è il più ricco, con squadre che hanno la possibilità di spendere tanto. Guardate il Chelsea, una squadra forte dietro, fortissima nel suo centrocampo a cinque, con un attaccante che dovrebbe essere Drogba. La società ha cercato di prendere il meglio che c’era in circolazione». 15 diciembre Un poker per restare in sciaLa Juventus voleva un modo speciale per ricordare ancora una volta Alessio Ferramosca e Riccardo Neri. Nel giorno della vigilia del secondo anniversario della scomparsa, la squadra di Ranieri offre una prestazione maiuscola, domina il Milan (4-2) e resta da solo al secondo posto.
In un Olimpico esaurito e davanti agli occhi di Stefano Borgonovo, i bianconeri si prendono la palma di anti-Inter e restano in scia ai nerazzurri. Apre Del Piero su rigore. Dopo il pareggio di Pato, Chiellini e Amauri firmano il primo allungo a fine primo tempo. Nella ripresa, dopo il 3-2 di Ambrosini, ancora Amauri in gol, col Milan in 10 per l’espulsione dell’ex Zambrotta. Bravissimi Marchisio e De Ceglie. Per il big match, mister Ranieri è quasi obbligato a rimettere in campo la formazione degli ultimi mesi. Camoranesi non recupera dall’infortunio alla clavicola e lascia ancora posto a Marchionni. Mellberg sostituisce lo squalificato Legrottaglie. Del Piero torna dal primo minuto e fa nuovamente coppia con Amauri. Anche Ancelotti è alle prese con le assenze. Dopo Gattuso (per altro squalificato), anche Kakà e Flamini non recuperano. Giocano tre ex come Abbiati, Zambrotta ed Emerson. Ronaldinho, alla prima contro i bianconeri, affianca Seedorf alle spalle di Pato. L’avvio è rossonero. La squadra di Ancelotti tiene il possesso ma non punge. Proprio al contrario della Juventus. I bianconeri entrano nel match col passare dei minuti e ogni volta creano un pericolo. Prima con Sissoko, poi una girata volante di Amauri. Ed al 16’ arriva il vantaggio. Jankulovski atterra Del Piero in area, Rizzoli decreta il penalty che lo stesso capitano trasforma con freddezza. La reazione del Milan non si fa attendere. Prima Ambrosini mette alto di testa da due passi, poi Manninger compie un mezzo prodigio salvando una punizione di Pirlo deviata dalla barriera. Alla fine, il pareggio arriva, pochi secondi dopo che Nedved ha dovuto uscire e lasciare la platea a De Ceglie. Su una palla recuperata a centrocampo, Ronaldinho si invola sulla sinistra e centra basso per Pato che non dà scampo a Manninger. Reazione per reazione, la Juventus ce l’ha ancora più veemente e tre minuti dopo rimette la testa avanti. In tutti i sensi: sbuca quella di Chiellini da un angolo, Abbiati è battuto. Ma non è finita qui. De Ceglie si invola a sinistra e centra un cross perfetto per Amauri. Sette giorni dopo il gol di Lecce, la coppia colpisce ancora. E’ il 3-1 con cui si va al riposo, nonostante un’occasione per il poker svanita per un soffio. Ripresa. Shevchenko per Emerson è la mossa di Ancelotti per rientrare in partita. Questa volta la partenza è tutta juventina, con Marchisio che sfiora la traversa da fuori. Poi, improvvisamente, arriva il 3-2. Ambrosini tenta un tiro da fuori che, grazie ad una deviazione, spiazza Manninger. La partita si riapre. Ma potrebbe chiudersi al 20’. Zambrotta stende De Ceglie e si prende il secondo giallo. Punizione lieve rispetto a quello che succede al 24’, quando Amauri trova il varco giusto e insacca il poker. E un attimo dopo il palo salva Abbiati sul tiro a botta sicura di Del Piero. Nel Milan entrano anche Antonini e Inzaghi. Ma è ancora la Juve a farsi vedere con una punizione di Del Piero. Inzaghi ci prova, ma Manninger è piazzato. Entrano Iaquinta e Zanetti per Sissoko e Amauri, usciti tra gli applausi di tutto l’Olimpico. La gente bianconera può festeggiare un buon Natale in anticipo. Arrivederci al 2009. Anche se domenica c’è ancora l’Atalanta a cui far visita a Bergamo. In questo strepitoso avvio di stagione, ad Amauri mancava solo una doppietta da mettere nel suo ruolino di marcia. E la doppietta è arrivata, forse nella partita più giusta e attesa dai tifosi bianconeri. Dopo l’uno-due contro il Milan, l’attaccante brasiliano può raccontare tutta la sua soddisfazione: «Sono molto contento, quella di oggi è stata una partita perfetta. La squadra ha offerto una grande prestazione, proprio in uno scontro diretto. Mi mancava solo una doppietta è oggi è arrivata. Devo ringraziare ancora una volta De Ceglie per l’assist perfetto, questo è un ragazzo dal futuro assicurato». 11 diciembre Juve, il massimo col minimoMissione compiuta. Ma che fatica. La Juventus pareggia in casa 0-0 con i bielorussi del Bate Borisov. E conquista il primo posto nel girone H. Il 19 dicembre, a Nyon, scoprirà la sua avversaria negli ottavi di finale.
Uscirà da questo lotto: Chelsea, Sporting Lisbona, Atletico Madrid, Villarreal, Lione e Arsenal.
Dopo il primo gol in A, il pallone sul dischetto del primo gol in Europa. Giovinco l'ha tirato alto. Ma s'è preso i complimenti di Ranieri per la buona prestazione nello 0-0 della Juve contro il Bate: «Ci sta di sbagliare, se mi dovesse capitare ancora un rigore lo tirerò. Non c'erano Del Piero e Marchisio, e c'ero io come rigorista». Ranieri l'ha anche schierato nel "suo" ruolo: «Io sono un attaccante, penso che sarà questo il mio ruolo. Penso che chiunque voglia giocare sempre. Ogni volta che vengo chiamato in causa cerco di farmi trovare pronto. Si cresce solo in una grande squadra. Io voglio rimanere alla Juve».
Nicola Legrottaglie aveva la testa solo alla Champions, perchè con il Milan non ci sarà, è squalificato. Ed è contento del punto qualificazione raccolto dalla Juve contro il Bate. «Vista la posta in palio- dice il difensore bianconero a Sky- a noi interessava il punto. Ma abbiamo comunque cercato di vincere. Non abbiamo rischiato, e in queste partite può succedere. Perchè non sei attento a livello psicologico... Abbiamo dato una prova di maturità». Domenica c'è il Milan. «Vincendo con il Milan faremmo un bel passo avanti. Ma abbiamo tre giorni per prepararla bene». Un occhio al sorteggio per gli ottavi allora: «Non voglio l'Atletico Madrid, e prenderei volentieri lo Sporting Lisbona». 08 diciembre A Lecce passa la Juve dei giovaniOra sì che si può dire che è la Juventus dei giovani. Se i bianconeri espugnano Lecce e proseguono il loro cammino, grande merito va ai ragazzi usciti dal vivaio. Giovinco protagonista assoluto con una prestazione da applausi e una punizione… alla Del Piero. Marchisio sempre più leader in mezzo al campo e De Ceglie in luce con l’assist per il gol partita di Amauri.
La squadra di Ranieri si dimostra ancora una volta più forte delle assenze ed espugna un campo difficile. Un 2-1 che vale oro, che permette di mantenere il distacco dalla vetta a sei punti e, soprattutto, di arrivare alla pari al big match di domenica prossima con il Milan. Big match a cui non prenderà parte lo squalificato Legrottaglie. Ma prima c’è da pensare alla sfida di mercoledì con il Bate Boriosov. Per la trasferta di Lecce, mister Ranieri deve fare i conti una volta di più con le assenze. Per uno Zanetti che torna a disposizione, c’è un Del Piero che resta a Torino e, imprevisto, uno Iaquinta bloccato dal torcicollo. L’attaccante va in tribuna e lascia a Giovinco la chance di fare da spalla ad Amauri. Il Lecce risponde con Tiribocchi e Castello, segno che la squadra di Beretta non vuole solo pensare a difendersi. I primi minuti sono proprio di marca pugliese, anche se Manninger non deve mai intervenire, ben protetto dai compagni. Col passare dei minuti, i bianconeri prendono in mano il pallino del gioco. A creare emozioni ci pensa soprattutto il portiere leccese che Benussi che sbaglia un paio di uscite e frana prima su Nedved e poi su Marchionni. Giovinco è tra i più ispirati, ma è dura trovare spazi. Il primo tempo si chiude senza gol, dopo un tiro alto di Tiribocchi. Ripresa. Non cambiano le squadre e neppure il copione. Manninger tocca il suo primo pallone della partita intorno al 5’, ma si tratta di un’uscita tranquilla. Nella Juventus, l’uomo in più resta Giovinco che si libera e serve Amauri che mette alto. Ma è la giornata di Giovinco e al 12’ arriva al conferma. La Formica Atomica si procura una punizione dal limite e la trasforma… alla Del Piero: palla sotto l’incrocio e 1-0. Sulla spinta del vantaggio, la squadra di Ranieri prova a chiudere i conti con la combinazione Giovinco-Sissoko-Amauri. Il Lecce si fa vedere con un colpo di testa di Tiribocchi e Beretta mette dentro anche Caserta e Giuliatto. Ma è un altro in cambio decisivo: Cacia prende il posto di Munari e alla prima occasione trova il pari con un sinistro al volo che non dà scampo a Manninger. I bianconeri non ci stanno e si gettano in avanti e giovano a loro volta dei cambi. De Ceglie, entrato pochi istanti prima del pareggio, scodella un gran cross in area e Amauri non perdona: è il 45’ ed il 2-1 che arriva fino al triplice fischio finale di Pierpaoli.
30 noviembre Si ritorna più BELLI di PRIMA!!!!SCIOPERO TERMINATO
E' DURATO UN MESE E MEZZO
LA MIA RABBIA MA LE COSE SN CAMBIATE...
LA JUVE E' TORNATA PIU' BELLA DI PRIMA
COSA E' SUCCESSO IN QUESTO PERIODO???
IN CHAMPIONS QUALIFICATI QUASI SICURAMENTE COME PRIMI..
IN CAMPIONATO SECONDI ASPETTANDO IL MILAN(FORZA PALERMO)
VITTORIE INDEMENTICABILI ALL'OLIMPICO
E A MADRID CONTRO IL REAL...
L'UNICO NEO LA SCONFITTA CONTRO L'INTER...
CMQ SIAMO SEMPRI Lì!!!
JUVENTUS-TORINO=1-0(AMAURI)
BOLOGNA-JUVENTUS=1-2(2NEDVED)
JUVENTUS-ROMA=2-0(DEL PIERO-MARCHIONNI)
CHIEVO-JUVENTUS=0-2(DEL PIERO-IAQUINTA)
JUVENTUS-GENOA=4-1(GRYGERA-AMAURI-IAQUINTA)
INTER-JUVENTUS=1-O
JUVENTUS-REGGINA=4-0(CAMORANESI-AMAURI-CHIELLINI-DEL PIERO)
IN CHAMPIONS:
JUVENTUS-REAL MADRID=2-1(DEL PIERO-AMAURI)
REAL MADRID-JUVENTUS=0-2(2 DEL PIERO)
ZENIT-JUVENTUS=0-0
18 octubre SENZA PAROLE!!!ADESSO BASTA!!!
ANCORA UN'ALTRA
SCONFITTA!!!
SINCERAMENTE
NN HO PIU'
VOGLIA
DI SCRIVERE LE
FIGURE D MERDA
KE FACCIAMO!!!(ANKE
SE ME LO ASPETTAVO)
SOCIETA'-ALLENATORE(KE HO DIFESO
FIN TROPPO)
NN HANNO PALLE...
OKOK!!!
FACCIO UNA PAUSA
X SCARICARE UN PO'
TUTTA LA RABBIA KE
HO DENTRO...
SCUSATE IN ANTICIPO
TIFOSI JUVENTINI SE
NN SCRIVERO' X UN PO'...
MA SINCERAMENTE SCRIVERE
LE FIGURE D CACCA KE FACCIAMO
NN NE HO VOGLIA...
QUANDO LE COSE CAMBIERANNO...
..............
..............
.............. 05 octubre Senza parole!!Oggi nn ho proprio voglia d parlare...
Sono incazzato(scusatemi x la parola ma è così)
ERO uno dei pochi tifosi ke aveva
ancora un pò d speranza d vedere una Juve
tonica,divertente come quella delle prime giornate..
Ho sperato invano...
Qui il resoconto della giornata:
Non riesce la Juventus a restare l’unica squadra imbattuta del campionato. All’ultima gara prima della sosta, i bianconeri cedono 2-1 all’Olimpico contro un Palermo che sfrutta tutte le chance e porta a casa tre punti. Dopo lo svantaggio firmato Miccoli, Del Piero firma il pareggio. Costa cara l’espulsione di Sissoko a fine primo tempo. Nonostante i tentativi nella ripresa, anche in inferiorità, alla fine è il georgiano Mchealidze a regalare un dispiacere. Se ne riparlerà tra tredici giorni, il 18 ottobre, con l’anticipo di Napoli. Per il match con il Palermo, Ranieri cambia fisionomia alla squadra. Torna Buffon, difesa centrale tutta nuova con Mellberg e Knezevic, Grygera e De Ceglie sugli esterni. Poulsen davanti alla difesa, Sissoko e Marchisio in mezzo. Giovinco dietro le punte Del Piero e Amauri. Il brasiliano è l’uomo più atteso visti i suoi recenti trascorsi in rosanero. Ben quattro gli ex in campo dall’inizio nella squadra di Ballardini: Cassani e Balzaretti in difesa, Nocerino in mezzo al campo, Miccoli davanti. Solo tribuna per Lanzafame. Visti i due ultimi precedenti (10 gol tra Olimpico e Barbera), la gara promette spettacolo. Questa volta stenta un po’ ad entrare nel vivo, ma la prima emozione lascia il segno. Ed è un brutto segno per i bianconeri: Cavani tocca da due passi, Buffon fa il miracolo e Miccoli insacca da due passi. L’ex si fa male e lascia il campo a Migliaccio. Dall’altra parte, anche Mellberg deve abbandonare. Al suo posto Salihamidzic, con accentramento di Grygera. Un cambio per uno e, fortunatamente si pareggia anche il punteggio. Del Piero ha la palla sulla sua mattonella e fa secco Amelia su punizione. Prima dell’intervallo altra tegola per Ranieri. Sissoko prende due gialli in pochi minuti e viene espulso lasciando i suoi in dieci. Ripresa. Bianconeri in dieci, ma non per questo disposti a lasciare l’iniziativa ai siciliani. Si cerca il gol del vantaggio, stando attenti a non lasciare scoperto il fianco. Giovinco, Del Piero e Amauri ci provano, ma non è facile contro la difesa chiusa del Palermo. Ranieri gioca anche la carta Camoranesi, al posto di Poulsen. I bianconeri ci provano. Entra anche Nedved e, dopo un rigore richiesto da Del Piero e non concesso da Tagliavento, arriva la beffa. Contropiede del Palermo e tocco filtrante per Mchealidze, entrato nella ripresa, che si presenta davanti a Buffon e lo batte con un tocco sul primo palo. I generosi tentativi finali non portano al 2-2. Finisce così con la prima sconfitta stagionale, arrivata nel momento peggiore: prima della sosta per le nazionali. 01 octubre A Minsk, un pareggio e qualche rimpiantoDallo stadio Dinamo di Minsk, la Juventus esce con il classico risultato dai due volti. Come leggere il 2-2 con il Bate Borisov? Male i primi 22 minuti con i bielorussi capaci di portarsi in doppio vantaggio grazie Kryvets e Stasevich. Molto bene nel resto del tempo con Iaquinta e Giovinco protagonisti del pareggio già a fine primo tempo. Nella ripresa, vani i vari tentativi di portare a casa una vittoria che avrebbe avuto valore doppio, dopo il ko dello Zenit con un Real Madrid già in fuga.
Per la prima gara in trasferta in Champions, Ranieri deve rinunciare all’influenzato Amauri. Prova la carta Camoranesi in mezzo al campo e punta tutto su Giovinco, schierato nella posizione di esterno destro. L’avvio di gara è choc. Il Bate Borisov fa capire a tutti che non ci sono gare facili in Europa e parte a mille. Dopo un paio di tentativi senza esiti, i bielorussi passano. Al 17’ Kryvets si invola, rincorso vanamente da un Legrottaglie già acciaccato, supera Manninger e insacca. Il difensore chiede il cambio ed entra Knezevic in una Juve costretta a rimontare. E al 23’ i gol da rimontare diventano due. Stasevich salta pi ù in alto di Nedved e insacca di testa sul palo lontano. Proprio il ceco e Del Piero suonano la carica e parte il riscatto. I giocatori del Bate iniziano a mollare i ritmi e i bianconeri entrano in partita. Al 28’ arriva prontamente il gol che riapre i giochi con la pennellata di Giovinco e l’inzuccata vincente di Iaquinta. Da qui inizia un’altra partita con la Juve padrona del campo e i bielorussi chiusi nella speranza di ripartire. Prima del finale sono ancora Nedved e Del Piero a sfiorare il pari. Pari che arriva alla fine del terzo minuto di recupero ancora sull’asse Giovinco-Iaquinta. Sgroppata del fantasista che pesca il corridoio giusto per l’attaccante che si presenta solo davanti a Verenko e lo batte ancora: 2-2 e tutti al riposo. Nella ripresa rientra una Juve diversa. Senza Camoranesi e con Marchisio al centro del campo. Il Bate ha nuovamente un buon inizio con Volodko due volte alla conclusione senza trovare la porta. I bianconeri rispondono con un destro da lontano di Nedved, parato. E poi da Del Piero che anticipa Verenko con la punta ma non trova la porta. La ripresa va via così. Con capovolgimenti di gioco ma senza i gol che avevano caratterizzato il primo tempo. Ranieri getta nella mischia anche Amauri al posto dell’eroe di serata Iaquinta, ma il risultato non cambia. Il 2-2 finale non è male se si pensa ai primi 22 minuti. Un po’ meno prendendo in esame il resto della gara e anche il risultato di San Pietroburgo. Vincere a Minsk e staccare di sei punti lo Zenit sarebbe stata una piccola ipoteca sul passaggio del turno. Ora sotto con la doppia sfida con il Real capolista del girone. Sebastian Giovinco ha debuttato ieri sera in Champions League contro il Bate Borisov e ha messo subito il suo timbro: due assist vincenti che hanno mandato due volte in gol Vincenzo Iaquinta, per il 2-2 definitivo. Due assist che lanciano la Formica Atomica già in testa alla speciale classifica degli assist-man in compagnia di campioni già affermati e che con la Champions hanno sicuramente più confidenza di lui: Frank Lampard del Chelsea, Zlatan Ibrahimovic dell'Inter, Emmanuel Adebayor dell'Arsenal e Luis Garcia dell'Atletico Madrid. Oltre a Giovinco, nelle statistiche di Champions la Juve finora ha altri due primati. Il primo, quello dei tiri, è di Alessandro Del Piero in coabitazione con Luca Toni del Bayern: entrambi guidano, con 11 tiri, la speciale graduatoria davanti allo specialista dei calci piazzati Juninho del Lione. Altro leader, stavolta nei contrasti vinti, è Momo Sissoko, che è primo con 11 davanti a Yurevich del Bate Borisov affrontato proprio ieri sera. 27 septiembre Un pari prima del Bate BorisovE’ una Juve che continua a ripercorrere i passi della scorsa stagione. Dopo Fiorentina e Catania, mai battute, anche la Sampdoria resta avversario indigesto. Dal Ferraris, i bianconeri portano comunque a casa un punto prezioso. Uno 0-0 su cui pesa un palo di Del Piero nel primo tempo. Ottima la prova della difesa che concede poco a Cassano. Manninger impegnato solo nelle uscite e su un tiro nel finale di Dessena. Messo da parte il campionato, ora si pensa alla Champions League. Martedì c’è il secondo incontro del Gruppo H, a Minsk contro il Bate Borisov. Ancora una volta gli incontri ravvicinati contribuiscono a fare la formazione. Per il match del Ferraris, Ranieri lascia di nuovo a riposo i giovani e rispolvera i veterani. Torna Camoranesi, Del Piero e Amauri sono confermati in avanti. Nedved e Sissoko riprendono il loro posto. Mellberg sostituisce l’infortunato Legrottaglie, così come Manninger si conferma vice Buffon. I bianconeri (in maglia oro) partono forte e dopo poco più di un minuto Molinaro viene messo giù da Gastaldello. Del Piero batte la punizione e Mirante para. Il capitano inizia una sfida personale con la porta doriana. Sfida che ha il suo momento più importante al 20’, quando il capitano colpisce un clamoroso palo su assist di Sissoko. I padroni di casa giocano alla pari, ma non impensieriscono mai Manninger, aiutato alla grande dai compagni di reparto, sempre pronti alla chiusura. Nella ripresa rientrano gli stessi 22, la il tema della gara non cambia con l’equilibrio che non viene mai spezzato. Manninger si deve prodigare in una serie di uscite alte sui tanti angoli che i blucerchiati sanno procurarsi. Alla mezz’ora arrivano i primi cambi. Ranieri manda dentro Iaquinta per Del Piero. Mazzarri è costretto a togliere l’infortunato Palombo per Dessena. Tra i bianconeri è soprattutto Nedved a provarci, ma Mirante non deve quasi mai intervenire. La Samp gioca anche la carta Bonazzoli e nelle ultime mischie sono Molinaro, Nedved e Manninger ad evitare possibili problemi. Finisce 0-0, lontano parente del 3-3 rocambolesco dell’anno scorso. E ora sotto con il Bate Borisov. Pari col Catania, i numeri aumentano i rimpiantiIl giorno dopo, resta il rammarico per il pareggio con il Catania. Rammarico che aumenta alla lettura dei numeri raccolti ed elaborati da Panini Digital. Quello che tutti hanno visto all’Olimpico è ribadito anche dalle statistiche: la Juventus ha primeggiato in tutti gli indici. Il più indicativo di tutti è quello dei tiri in porta. I bianconeri hanno tirato la bellezza di 23 volte, riuscendo in nove occasioni a centrare lo specchio della porta (in due casi, centrando proprio la porta, vedi doppia traversa di Del Piero e Amauri!), il che ribadisce la serata super del portiere siciliano Bizzarri. Nella speciale classifica dei singoli andati al tiro, spicca il nove di capitan Del Piero, ma anche i quattro di Amauri (ancora a segno) e Giovinco. A ribadire la supremazia della squadra di Ranieri, ecco il dato del possesso palla (55%) e le palle giocate, con 541 contro 471. Molto alta la percentuale di passaggi riusciti (quasi il 60%), con tre bianconeri in testa alla graduatoria dei singoli: De Ceglie con 42, Poulsen con 40 e Grygera con 33. Ma per una volta è nostra anche quella delle palle recuperate, con Chiellini (30) e lo stesso De Ceglie (25) a precedere i catanesi Terlizzi e Silvestre. Dicono Juventus anche le percentuali di protezione area (67,9% contro 46,2%) e attacco alla porta (53,9% contro 32,1%). Divario che resta netto anche considerando i minuti di supremazia totale (tempo di possesso palla nella metà campo avversaria), che sono stati quasi 11 contro 7. Ma anche della percentuale di pericolosità (sintetizza la produzione offensiva) che è stata di oltre il 65%, quasi il doppio rispetto al 36,9% della squadra di Zenga. 22 septiembre Ancora nel segno di AmauriE’ la settimana dell’1-0. Dopo Udinese e Zenit, la Juventus vince anche a Cagliari con un gol di Amauri e un altro contributo importante della difesa, in cui Manninger mette i panni del Buffon di turno e salva nel finale su Matri. I bianconeri salgono a quota sette e volano già in testa alla classifica, in coppia con l’Inter, in attesa del posticipo. Mercoledì un altro banco di prova: all’Olimpico arriva il Catania. Inizia il primo lungo periodo senza Trezeguet. L’assenza del francese si unisce a quelle di Del Piero, Camoranesi, Zanetti e Zebina. Per il match di Cagliari, arrivato in mezzo a quelli tra Zenit e Catania, Ranieri rimette la coppia Amauri-Iaquinta. Marchionni è il vice Camoranesi. Turno di riposo per Grygera, Legrottaglie e Poulsen. Giocano Salihamidzic, Mellberg e Marchionni. Molinaro vince il ballottaggio con De Ceglie. I timori della vigilia, ricordando i due match dell’anno scorso, sono fondati. Il Cagliari è a caccia dei primi punti, gioca senza timori reverenziali e la difesa bianconera è costretta ad impegnarsi in più di un’occasione. La sfida potrebbe mettersi subito al meglio dopo che Amauri va in gol, ma Brighi annulla riscontrando un fallo di Iaquinta. Per Buffon si rivela un pomeriggio più difficile del previsto, soprattutto per un infortunio muscolare che lo blocca dopo pochi minuti. Il portierone stringe i denti, regge per tutto il primo tempo e la sua presenza è decisiva, soprattutto per respingere una girata di Matri. Quando l’intervallo sta per arrivare, la Juve colpisce. Marchionni mette dentro con il mancino, Iaquinta addomestica il pallone permettendo ad Amauri di esibirsi con una girata tanto spettacolare quanto efficace: secondo centro in una settimana per il brasiliano e 1-0 al riposo. Dagli spogliatoi rientrano in campo solo 20 dei 22 che hanno iniziato il match. Buffon getta la spugna e lascia lo spazio all’esordio ufficiale di Manninger. Acquafresca prende il posto di Larrivey. Dopo un’occasione per Iaquinta e l’ammonizione di Bianco, arriva un altro cambio. Ranieri gioca la carta Tiago per Sissoko. Risposta di Allegri: Jeda per Fini, con il Cagliari che tenta il tutto per tutto. Ma sono soprattutto i bianconeri a farsi vedere, con due tentativi di rovesciata di Iaquinta e un tiro da fuori di Marchisio, poi ammonito. Infatti Ranieri non si fida e toglie il giovane centrocampista – anche acciaccato -, rimpiazzandolo con De Ceglie. I padroni di casa non mollano ed è soprattutto Jeda l’uomo più temuto e Manninger deve intervenire due volte per fermarlo. Ma il vero capolavoro, l’austriaco lo compie sulla girata di Matri al 90’. Una parata che vale quanto il gol di Amauri. Anche grazie al contributo dei nuovi, la Juve vola in testa alla classifica. 20 septiembre Del Piero è infinito...Lo Zenit s arrendeLa Juventus vince. E ringrazia Del Piero. Che firma un successo molto sofferto sullo Zenit San Pietroburgo, nel debutto stagionale dei bianconeri della fase a gironi di Champions. Una gara già cruciale, considerato che nel girone c’è pure il Real Madrid. La Juve non ha scintillato, tutt'altro, ma contro una signora avversaria, che l’ha messa in difficoltà per lunghi tratti di gara, ha comunque dimostrato di saper vincere anche in serata modesta, dote delle grandi squadre. C’è voluto un guizzo. Firmato dall’uomo più carismatico, dal capitano. Questi tre punti sono preziosissimi. Tanto quanto la parata di Buffon sullo 0-0, che ha scongiurato il peggio.
SOFFERENZA - Il primo tempo della Juve è interlocutorio se si vuole vedere il bicchiere mezzo pieno, oppure poco convincente, se si preferisce soffermarsi sul bicchiere mezzo vuoto. Il tridente offensivo dei russi costringe gli esterni bassi bianconeri sulla difensiva, togliendo supporto sulle fasce a Camoranesi e Nedved. In mezzo Sissoko e Poulsen (sottotono) garantiscono quantità, e fanno scintille col panzer Tymoschuk, ma non riescono a velocizzare la manovra. E allora Del Piero si ritrova a dover fare un passo indietro per provare ad inventare qualcosa, ma non può essere sia rifinitore che terminale e lanciare se stesso, con Trezeguet stretto nella morsa dei centrali dello Zenit. I russi tra l’altro non stanno per nulla a guardare. Danny si mangia un gol comodo per un talento come lui, a centroarea su sponda di Arshavin. Il destro del fantasista finisce appena a lato. La Juve fa tanta, troppa fatica nei primi 20’, lasciando spesso anche l’iniziativa agli ospiti. Poi ha una fiammata dal 20’. E così costruisce un paio di occasioni, con Del Piero che trova prima la testa di Trezeguet, poi quella di Camoranesi. Palla a lato nel primo caso, la zuccata dell’italo-argentino si spegne sul palo esterno e c’è chi grida al gol.
CAMORANESI K.O. - Alla mezz'ora Ranieri perde Camoranesi, acciaccato alla caviglia destra. E lo slancio bianconero si smorza istantaneamente. Anche perchè Ranieri sostituisce Camoranesi con Salihamidzic, non rischiando la carta Iaquinta, già impiegato in quella posizione nella gara d’andata contro l’Artmedia. E che garantirebbe più spinta e peso offensivo. E così la Juve si trova di nuovo a corto di idee, non riuscendo tra l’altro a coinvolgere Nedved, costretto sempre a dare un’occhiata ad Anyukov, uno che appena può si trasforma da terzino in ala. All’intervallo è pareggio: 0-0. Il risultato più coerente con l’andamento dei primi 45’.
RIPRESA - Si riparte, ma la gara resta bloccata. All’11’ Sirl, che parte in sospetto fuorigioco, si presenta solo davanti a Buffon, strepitoso nell’ipnotizzarlo in uscita bassa. Poi Ranieri toglie Molinaro, fischiato dai tifosi, e inserisce De Ceglie, più propositivo. Ma la partita resta brutta. Tattica. Con poche emozioni. L’occasionissima per la Juve porta la firma di testa, ancora su suggerimento da calcio piazzato di Nedved, di Poulsen. Bravissimo Malafeev.
DEL PIERO - Ma il gol della Juve arriva comunque. Un paio di minuti dopo. E porta la firma più prestigiosa. Del Piero. Che segna su punizione. 1-0. Ancora lui. Da capitano. Trascinatore. A premere sul tasto play e riprendere il suo infinito film di Champions, bloccato sul tasto pausa da due stagioni, non per colpa sua. Denisov prova a rovinare la festa, ma il suo diagonale termina a lato. Il popolo bianconero può far festa.
Intanto
Trascinatosi fin qui con il ginocchio destro cigolante, e molto dolorante, ora David Trezeguet dovrà aggiustarlo, con il bisturi: riparazione e messa a punto fanno quattro mesi, giorno più giorno meno. Parola del diretto interessato anche se una prognosi ufficiale, ovviamente, non è ancora fattibile: «So che starò fuori quattro mesi - ha detto l’attaccante della Juve al papà-procuratore Jorge e agli amici - e voglio essere in campo per gli ottavi di Champions League». Andare avanti così, ormai, non ne valeva più la pena. Anche mercoledì sera, contro lo Zenit, il francese ha avuto ancora problemi al ginocchio, uscendo poi a tre minuti dalla fine, sostituito da Amauri. Alla fine, la sua voce valeva più di un referto: «Il ginocchio mi dà fastidio e ora più che al turnover penso a guarire». Il guaio è sempre quel tendine rotuleo che lo stava tormentando fin dal ritiro di Pinzolo, quando l’attaccante s’inchiodò qualche giorno, per poi presentarsi in campo con una benda sul ginocchio. La decisione di sottoporsi a intervento chirurgico è stata presa ieri dopo gli ultimi accertamenti fatti dal professor Flavio Quaglia, l’ortopedico di fiducia del club bianconero. Il consulto specialistico ha evidenziato la necessità di risolvere il problema con il bisturi, per sistemare una volta per tutte il tendine. Si poteva provare con riposo e terapia, ma il rischio di recidiva era troppo alto, anche perché allenamenti e partite non potevano che peggiorare la situazione. La scelta dell’intervento chirurgico è stata condivisa dal giocatore e dal padre Jorge, ieri presente a Vinovo. Non sarà un percorso semplice: due mesi, forse tre per il recupero, più la necessaria riabilitazione e il recupero della forma fisica. Se tutto filerà liscio Trezeguet tornerà in campo nel 2009. Lui, però, non s’è perso d’animo: «Rientrerò più forte di prima, e questo intervento potrà allungarmi la carriera». Con la Juve, infatti, David ha ancora tre anni di contratto, e una serie di obiettivi da centrare, personali e di squadra. Vorrebbe raggiungere nella classifica marcatori del club un certo Omar Sivori (gli mancano sette gol) e arrivare a quota 200, dagli attuali 160. «In tre anni ce la posso fare». Poi, ovvio, prendersi qualche altra coppa: «Vorrei ridare ai tifosi lo scudetto - diceva mercoledì notte, dopo lo Zenit - e la Champions League». D’altronde lui, da sempre, è stato il più ottimista, fin dalla caduta in serie B: «Quest’anno dobbiamo tornare a vincere qualcosa - attaccò a inizio stagione - perché è due anni che non lo facciamo». Non è la prima volta che Trezegol deve fermarsi per colpa del ginocchio destro. Capitò già nell’estate del 2002, quando sulla panchina bianconera sedeva ancora Marcello Lippi: stop di cinque settimane. Due anni più tardi, subì anche un’operazione: nell’ottobre 2004 si fermò per tre mesi dopo l’intervento alla spalla sinistra. Era sublussata da tempo, ma soltanto dopo lunghi consulti fra club e giocatore fu deciso di ricorrere al bisturi. Diverse valutazioni, fin da agosto, ci sono state anche in quest’ultimo caso, perché la scelta tra giocare e soffrire, operarsi e fermarsi deve pur sempre incrociarsi con le esigenze della squadra. Ma posticipare non era più possibile. |
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