Vincenzo 的个人资料IL MAGICO MONDO BIANCONE...照片日志列表更多 工具 帮助

日志


9月22日

Ancora nel segno di Amauri

E’ la settimana dell’1-0. Dopo Udinese e Zenit, la Juventus vince anche a Cagliari con un gol di Amauri e un altro contributo importante della difesa, in cui Manninger mette i panni del Buffon di turno e salva nel finale su Matri. I bianconeri salgono a quota sette e volano già in testa alla classifica, in coppia con l’Inter, in attesa del posticipo. Mercoledì un altro banco di prova: all’Olimpico arriva il Catania.

Inizia il primo lungo periodo senza Trezeguet. L’assenza del francese si unisce a quelle di Del Piero, Camoranesi, Zanetti e Zebina. Per il match di Cagliari, arrivato in mezzo a quelli tra Zenit e Catania, Ranieri rimette la coppia Amauri-Iaquinta. Marchionni è il vice Camoranesi. Turno di riposo per Grygera, Legrottaglie e Poulsen. Giocano Salihamidzic, Mellberg e Marchionni. Molinaro vince il ballottaggio con De Ceglie.

I timori della vigilia, ricordando i due match dell’anno scorso, sono fondati. Il Cagliari è a caccia dei primi punti, gioca senza timori reverenziali e la difesa bianconera è costretta ad impegnarsi in più di un’occasione. La sfida potrebbe mettersi subito al meglio dopo che Amauri va in gol, ma Brighi annulla riscontrando un fallo di Iaquinta.

Per Buffon si rivela un pomeriggio più difficile del previsto, soprattutto per un infortunio muscolare che lo blocca dopo pochi minuti. Il portierone stringe i denti, regge per tutto il primo tempo e la sua presenza è decisiva, soprattutto per respingere una girata di Matri. Quando l’intervallo sta per arrivare, la Juve colpisce. Marchionni mette dentro con il mancino, Iaquinta addomestica il pallone permettendo ad Amauri di esibirsi con una girata tanto spettacolare quanto efficace: secondo centro in una settimana per il brasiliano e 1-0 al riposo.

Dagli spogliatoi rientrano in campo solo 20 dei 22 che hanno iniziato il match. Buffon getta la spugna e lascia lo spazio all’esordio ufficiale di Manninger. Acquafresca prende il posto di Larrivey. Dopo un’occasione per Iaquinta e l’ammonizione di Bianco, arriva un altro cambio. Ranieri gioca la carta Tiago per Sissoko. Risposta di Allegri: Jeda per Fini, con il Cagliari che tenta il tutto per tutto.

Ma sono soprattutto i bianconeri a farsi vedere, con due tentativi di rovesciata di Iaquinta e un tiro da fuori di Marchisio, poi ammonito. Infatti Ranieri non si fida e toglie il giovane centrocampista – anche acciaccato -, rimpiazzandolo con De Ceglie. I padroni di casa non mollano ed è soprattutto Jeda l’uomo più temuto e Manninger deve intervenire due volte per fermarlo. Ma il vero capolavoro, l’austriaco lo compie sulla girata di Matri al 90’. Una parata che vale quanto il gol di Amauri. Anche grazie al contributo dei nuovi, la Juve vola in testa alla classifica.
9月20日

Del Piero è infinito...Lo Zenit s arrende

La Juventus vince. E ringrazia Del Piero. Che firma un successo molto sofferto sullo Zenit San Pietroburgo, nel debutto stagionale dei bianconeri della fase a gironi di Champions. Una gara già cruciale, considerato che nel girone c’è pure il Real Madrid. La Juve non ha scintillato, tutt'altro, ma contro una signora avversaria, che l’ha messa in difficoltà per lunghi tratti di gara, ha comunque dimostrato di saper vincere anche in serata modesta, dote delle grandi squadre. C’è voluto un guizzo. Firmato dall’uomo più carismatico, dal capitano. Questi tre punti sono preziosissimi. Tanto quanto la parata di Buffon sullo 0-0, che ha scongiurato il peggio.
SOFFERENZA - Il primo tempo della Juve è interlocutorio se si vuole vedere il bicchiere mezzo pieno, oppure poco convincente, se si preferisce soffermarsi sul bicchiere mezzo vuoto. Il tridente offensivo dei russi costringe gli esterni bassi bianconeri sulla difensiva, togliendo supporto sulle fasce a Camoranesi e Nedved. In mezzo Sissoko e Poulsen (sottotono) garantiscono quantità, e fanno scintille col panzer Tymoschuk, ma non riescono a velocizzare la manovra. E allora Del Piero si ritrova a dover fare un passo indietro per provare ad inventare qualcosa, ma non può essere sia rifinitore che terminale e lanciare se stesso, con Trezeguet stretto nella morsa dei centrali dello Zenit. I russi tra l’altro non stanno per nulla a guardare. Danny si mangia un gol comodo per un talento come lui, a centroarea su sponda di Arshavin. Il destro del fantasista finisce appena a lato. La Juve fa tanta, troppa fatica nei primi 20’, lasciando spesso anche l’iniziativa agli ospiti. Poi ha una fiammata dal 20’. E così costruisce un paio di occasioni, con Del Piero che trova prima la testa di Trezeguet, poi quella di Camoranesi. Palla a lato nel primo caso, la zuccata dell’italo-argentino si spegne sul palo esterno e c’è chi grida al gol.
CAMORANESI K.O. - Alla mezz'ora Ranieri perde Camoranesi, acciaccato alla caviglia destra. E lo slancio bianconero si smorza istantaneamente. Anche perchè Ranieri sostituisce Camoranesi con Salihamidzic, non rischiando la carta Iaquinta, già impiegato in quella posizione nella gara d’andata contro l’Artmedia. E che garantirebbe più spinta e peso offensivo. E così la Juve si trova di nuovo a corto di idee, non riuscendo tra l’altro a coinvolgere Nedved, costretto sempre a dare un’occhiata ad Anyukov, uno che appena può si trasforma da terzino in ala. All’intervallo è pareggio: 0-0. Il risultato più coerente con l’andamento dei primi 45’.
RIPRESA - Si riparte, ma la gara resta bloccata. All’11’ Sirl, che parte in sospetto fuorigioco, si presenta solo davanti a Buffon, strepitoso nell’ipnotizzarlo in uscita bassa. Poi Ranieri toglie Molinaro, fischiato dai tifosi, e inserisce De Ceglie, più propositivo. Ma la partita resta brutta. Tattica. Con poche emozioni. L’occasionissima per la Juve porta la firma di testa, ancora su suggerimento da calcio piazzato di Nedved, di Poulsen. Bravissimo Malafeev.
DEL PIERO - Ma il gol della Juve arriva comunque. Un paio di minuti dopo. E porta la firma più prestigiosa. Del Piero. Che segna su punizione. 1-0. Ancora lui. Da capitano. Trascinatore. A premere sul tasto play e riprendere il suo infinito film di Champions, bloccato sul tasto pausa da due stagioni, non per colpa sua. Denisov prova a rovinare la festa, ma il suo diagonale termina a lato. Il popolo bianconero può far festa.
 
Intanto
Trascinatosi fin qui con il ginocchio destro cigolante, e molto dolorante, ora David Trezeguet dovrà aggiustarlo, con il bisturi: riparazione e messa a punto fanno quattro mesi, giorno più giorno meno. Parola del diretto interessato anche se una prognosi ufficiale, ovviamente, non è ancora fattibile: «So che starò fuori quattro mesi - ha detto l’attaccante della Juve al papà-procuratore Jorge e agli amici - e voglio essere in campo per gli ottavi di Champions League».

Andare avanti così, ormai, non ne valeva più la pena. Anche mercoledì sera, contro lo Zenit, il francese ha avuto ancora problemi al ginocchio, uscendo poi a tre minuti dalla fine, sostituito da Amauri. Alla fine, la sua voce valeva più di un referto: «Il ginocchio mi dà fastidio e ora più che al turnover penso a guarire». Il guaio è sempre quel tendine rotuleo che lo stava tormentando fin dal ritiro di Pinzolo, quando l’attaccante s’inchiodò qualche giorno, per poi presentarsi in campo con una benda sul ginocchio. La decisione di sottoporsi a intervento chirurgico è stata presa ieri dopo gli ultimi accertamenti fatti dal professor Flavio Quaglia, l’ortopedico di fiducia del club bianconero. Il consulto specialistico ha evidenziato la necessità di risolvere il problema con il bisturi, per sistemare una volta per tutte il tendine. Si poteva provare con riposo e terapia, ma il rischio di recidiva era troppo alto, anche perché allenamenti e partite non potevano che peggiorare la situazione. La scelta dell’intervento chirurgico è stata condivisa dal giocatore e dal padre Jorge, ieri presente a Vinovo.

Non sarà un percorso semplice: due mesi, forse tre per il recupero, più la necessaria riabilitazione e il recupero della forma fisica. Se tutto filerà liscio Trezeguet tornerà in campo nel 2009. Lui, però, non s’è perso d’animo: «Rientrerò più forte di prima, e questo intervento potrà allungarmi la carriera». Con la Juve, infatti, David ha ancora tre anni di contratto, e una serie di obiettivi da centrare, personali e di squadra. Vorrebbe raggiungere nella classifica marcatori del club un certo Omar Sivori (gli mancano sette gol) e arrivare a quota 200, dagli attuali 160. «In tre anni ce la posso fare». Poi, ovvio, prendersi qualche altra coppa: «Vorrei ridare ai tifosi lo scudetto - diceva mercoledì notte, dopo lo Zenit - e la Champions League». D’altronde lui, da sempre, è stato il più ottimista, fin dalla caduta in serie B: «Quest’anno dobbiamo tornare a vincere qualcosa - attaccò a inizio stagione - perché è due anni che non lo facciamo».

Non è la prima volta che Trezegol deve fermarsi per colpa del ginocchio destro. Capitò già nell’estate del 2002, quando sulla panchina bianconera sedeva ancora Marcello Lippi: stop di cinque settimane. Due anni più tardi, subì anche un’operazione: nell’ottobre 2004 si fermò per tre mesi dopo l’intervento alla spalla sinistra. Era sublussata da tempo, ma soltanto dopo lunghi consulti fra club e giocatore fu deciso di ricorrere al bisturi. Diverse valutazioni, fin da agosto, ci sono state anche in quest’ultimo caso, perché la scelta tra giocare e soffrire, operarsi e fermarsi deve pur sempre incrociarsi con le esigenze della squadra. Ma posticipare non era più possibile.
9月16日

Amauri, zampata da tre punti.

L’aria di Europa fa bene. Zenit, Bate e Real chiamano, la Juventus risponde. E lo fa ottenendo il primo successo in campionato. All’Olimpico, Amauri regala una gioia ai tifosi segnando la rete che piega l’Udinese per una vittoria netta e meritata, al di là dell’1-0 finale.

Il secondo posticipo consecutivo dei bianconeri è condizionato dall’imminente esordio in Champions League. Ranieri risparmia Del Piero e Trezeguet (ma anche Legrottaglie, Molinaro e Giovinco) e regala una chance alla coppia Amauri-Iaquinta. Tornano Sissoko e Chiellini, De Ceglie si merita la prima da titolare.

L’esperimento funziona fin dall’inizio e per tutto il primo tempo in campo si vede una sola squadra. Gli affondi di Camoranesi e Nedved, le incursioni di Sissoko e le sgroppate di De Ceglie e Grygera sono tutte volte alla ricerca dei due là davanti che spesso si fanno trovare pronti all’appuntamento. Tra la coppia Amauri-Iaquinta e Handanovic inizia un duello prolungato che il portiere spesso riesce a vincere. Anche con l’aiuto del palo, come su un colpo di testa del brasiliano.

Dall’altra parte, lo “spauracchio” Di Natale e il suo compagno Quagliarella sono controllati senza problemi dalla coppia Mellberg-Chiellini. Al riposo si va su uno 0-0 che non fotografa per nulla l’andamento del match.

Nella ripresa la musica non cambia. Anche perché Ranieri conferma tutti gli undici iniziali. Marino mette mano alla sua squadra dal 13’ togliendo proprio Di Natale. Si continua a giocare solo ad una porta e Handanovic continua ad avere l’assistenza dei legni quando il bolide di Poulsen si stampa sulla traversa. Ma dopo numerosi tentativi, il bunker friulano cade. E’ il 22’ quando Sissoko tenta lo sfondamento centrale e sulla ribattuta il più lesto è Amauri che pesca l’angolo basso e festeggia al meglio la prima rete in campionato. Bella e importante.

Marino risponde mandando in campo Isla e Floro Flores e per Buffon inizia il lavoro. Splendido l’intervento su Quagliarella ma a gioco fermo. Ranieri opera il primo cambio al 35’ inserendo Marchionni per Iaquinta. E cinque minuti dopo, dentro insieme Del Piero e Trezeguet per Amauri e Camoranesi. L’Udinese ha un sussulto e Floro Flores chiede un rigore che De Marco non concede. Il risultato non cambia più. Finisce con una vittoria molto più netta di quanto non dica l’1-0 finale. Il miglior viatico in vista del ritorno in Europa. E questa volta sarà quella vera, quella chiamata Champions League. 
9月2日

Gilardino rovina la festa di Nedved

Proprio come l’anno scorso. La Juventus gioca un’ottima gara in un campo difficile come il Franchi, controlla per lunghi tratti la Fiorentina, va in vantaggio nel primo tempo (gol di Nedved) e viene raggiunta allo scadere, con i viola in dieci.

Poteva essere la meritata festa di compleanno per Pavel Nedved (36 anni ieri), autore di un bel gol propiziato da una grande giocata del connazionale Grygera. Un paio di occasioni sprecate per il raddoppio (soprattutto a fine primo tempo) e dopo l’espulsione di Felipe Melo la beffa arriva per mano di Gilardino che inventa l’1-1 finale. Si tratta comunque di un buon punto, anche alla luce dei risultati delle altre grandi: pari di Inter e Roma, ko del Milan. Ora le nazionali, alla ripresa arriva l’Udinese, una delle protagoniste della prima giornata.
 
La cronaca. Assente Trezeguet (oltre a Zanetti, Marchionni, Zebina e Chiellini), Ranieri opta per Amauri per fare coppia con Del Piero. Dietro confermati Grygera, Mellberg, Legrottaglie e Molinaro. A centrocampo chance per Marchisio che gioca vicino a Poulsen, con Camoranesi e Nedved sugli esterni. Nella Fiorentina c’è l’ex Almiron, dietro al tridente Santana-Gilardino-Osvaldo.

Il pubblico, che aspetta questa gara per tutto l’anno, spinge da subito i propri beniamini. I viola partono bene, ma Buffon non deve far altro che controllare un paio di conclusioni da lontano. Più pericolosi i bianconeri, come all’8’ quando Amauri controlla bene ma Frey lo anticipa. Le squadre ci provano con trame geometriche, ma i due portieri raramente devono intervenire.

La svolta al 39’. Azione tutta ceca con Grygera che spadroneggia a destra e serve a Nedved il più bel regalo di compleanno: tutto facile per Pavel che insacca da due passi. Prima dell’intervallo, il gol del vantaggio potrebbe essere raddoppiato prima da Amauri (di testa) e poi da Del Piero (a tu per tu con Frey), ma senza esito.

Nella ripresa, Prandelli mette dentro Jovotic e Pazzini e i viola provano ad accelerare i tempi, provando a mettere palloni al centro, dove Mellberg e Legrottaglie non sbagliano però un colpo. I padroni di casa tentano anche con i piazzati da fuori, ma Buffon non corre rischi. Fino al 27’ quando Gilardino salta lo svedese e Buffon ma non trova la porta. Ranieri fa il suo primo cambio con De Ceglie al posto di Molinaro. Risposta: Kuzmanovic per Donadel.

Col passare dei minuti, la Juventus riprende in mano la partita approfittando della stanchezza dei padroni di casa, ma anche per l’espulsione di Felipe Melo per doppia ammonizione. Ranieri toglie Camoranesi per Iaquinta, ma il nuovo entrato non ha neppure il tempo di entrare che la Fiorentina pareggia con Gilardino, bravo a girarsi in area.

Punita allo scadere, proprio come l’anno scorso, la Juve non ci sta e Amauri costringe Frey ad una grande parata. Il punteggio non cambia più. Finisce con un 1-1 che sta un po’ stretto ma che permette comunque di muovere la classifica e, vista la difficoltà dell’impegno, di dare subito un segnale alla concorrenza.

8月28日

Che girone in Champions!

Sarà subito un grande avvio per la Juventus, nell’edizione 2008/09. Dall’urna di Montecarlo, i bianconeri sono usciti nel Gruppo H e se la dovranno vedere con il Real Madrid, i russi dello Zenit San Pietroburgo e i bielorussi del Bate Borisov.
 
Quindi i pluricampioni di Spagna e ben due squadre provenienti dall’ex Unione Sovietica.

Poco da dire sul Real, una delle società più conosciute al mondo. Ma anche una delle formazioni più temibili e reduci dal successo nell’ultimo campionato nazionale. Tanti i precedenti nella storia, anche recenti. E negli ultimi due doppi confronti sono sempre stati i bianconeri a passare il turno.

Delle due formazioni di stampo sovietico, lo Zenit San Pietroburgo è quella più temibile. I russi non sono solo campioni nazionali, ma anche i detentori della Coppa Uefa e proprio nella serata di domani si giocheranno la Supercoppa Europea, sempre a Montecarlo, contro il Manchester United. Non ci sono confronti diretti tra le due squadre.

Lo stesso con il Bate Borisov, squadra per la prima volta si affaccia in Champions League. I campioni di Bielorussia sono tra le grandi sorprese del preliminare, capaci di passare tutti e tre i turni, estromettendo anche avversari di prestigio come Anderlecht e Levski Sofia.

In due anni passati ai vertici della Juventus, Jean-Claude Blanc è stato protagonista di diversi “battesimi” calcistici. In attesa di ricevere anche quello della Champions League (quella vera, non i preliminari), l’amministratore delegato ha cominciato a respirare aria d’Europa partecipando al sorteggio di Montercarlo.

Un’emozione tutta da vivere e raccontata a Juventus Channel: «Essere qui dopo appena due anni è quanto ci siamo immaginato insieme al presidente Cobolli, ai consiglieri e a tutta la Juventus. Un ritorno più veloce di così in Champions non poteva esserci, per questo tutti meritano grandi complimenti per quanto saputo fare. Il girone? Non sarà facile per noi, ma neanche per le altre. La partita con il Real è una grande classica, un vero regalo per tutti i nostri tifosi ma anche l’opportunità per i nostri campioni per dimostrare tutte le loro capacità. Tornare in Champions contro queste grandi avversarie è davvero bello».

Ecco il calendario completo del Gruppo H

Mercoledì 17 settembre
Juventus-Zenit
Real Madrid-Bate Borisov

Martedì 30 settembre
Bate Borisov-Juventus
Zenit-Real Madrid

Martedì 21 ottobre
Juventus-Real Madrid
Zenit-Bate Borisov

Mercoledì 5 novembre
Real Madrid-Juventus
Bate Borisov-Zenit

Martedì 25 novembre
Zenit-Juventus
Bate Borisov-Real Madrid

Mercoledì 12 dicembre
Juventus-Bate Borisov
Real Madrid-Zenit


8月27日

La Juve torna in Champions

La Juventus accede ai gironi di Champions League. A Bratislava, contro l'Artmedia, finisce 1-1. Al 13' Fodrek -in sforbiciata- fulmina Buffon, ma la Juve non si scompone. Il 4-0 di Torino dà tranquillità. Già al 25' il pareggio: è il primo gol in Champions di Amauri, con la Juve. La gara scivola via con qualche sfuriata degli slovacchi, che però mettono in mostra tutti i loro limiti tecnici. La Juve controlla e coglie anche un palo con Amauri.

La partita è stata molto più equilibrata dell'andata di Torino: da un lato gli slovacchi non volevano sfigurare davanti al loro pubblico, dall'altro la Juventus voleva amministrare la gara, senza correre rischi. Si è visto un Amauri motivatissimo che è riuscito a mettere a segno il suo primo gol in Champions, andando più volte vicino alla doppietta. Bene anche il solito Nedved, che è stato inesauribile sino alla sostituzione. Sempre a centrocampo, va sottolineata anche la prestazione di Marchisio: preciso e concentrato per tutta la gara. A sollevare qualche lieve perplessità la difesa che, in più di un occasione, si è lasciata sorprendere dagli inserimenti degli slovacchi. Disattenzioni forse dovute alla tranquillità dettata dal risultato ma che, in altre circostanze e di fronte ad avversari di maggior valore, sarebbero potute costar care.

Archiviata la pratica Artmedia e ottenuto il pass per la Champions, la Juventus aspetta ora di conoscere i suoi prossimi avversari. Il sorteggio della fase a gruppi è in programma giovedì alle 18 a Montecarlo ma i bianconeri potranno sapere qualcosa di più del loro futuro già in serata dopo la sfida del "Vicente Calderon" tra l'Atletico Madrid e lo Schalke 04 (all'andata i tedeschi si sono imposti per 1-0 a Gelsenkirchen).

Il destino della Juventus, infatti, è strettamente legato a quello dei tedeschi. Al momento la Juventus è al primo posto della fascia 3: in caso di eliminazione dello Schalke , la squadra bianconera prenderebbe il suo posto nell'urna 2, con il vantaggio di evitare subito squadre del calibro di Bayern Monaco, Psv Eindhoven, Porto e Werder Brema (c'è anche la Roma, che comunque non avrebbe potuto affrontare) e di trovare sulla propria strada avversarie più abbordabili. In caso contrario i bianconeri non solo incontrerebbero uno squadrone dell'urna 1 ma anche uno dell'urna 2. Ovvio dunque fare il tifo per Aguero e compagni.

 

 


 

8月18日

Chiellini: «Mi sono tolto un bel peso»

Insieme alla nottata, è passata anche la paura per Giorgio Chiellini. Il giorno dopo l’infortunio patito nel Trofeo Berlusconi, il difensore è stato sottoposto a risonanza magnetica e visitato anche dal padre Fabio, ortopedico, e gli esiti sono stati molto rassicuranti. Si parla di stiramento di 1°/2° grado del collaterale mediale del ginocchio sinistro.

I tempi di recupero sono calcolati in circa 45/60 giorni. Dopo una decina di giorni di riposo assoluto, subito dopo il ritorno del preliminare di Champions League rientrerà a Torino per proseguire le cure.

Un infortunio simile a quello capitatogli ad inizio 2008 (anche se si trattava del ginocchio destro) e per cui impiegò un mese prima di rientrare in campo.

Le prime parole di Giorgio sono quelle di chi ha visto scampare un guaio che poteva essere assai più grosso: «Fortunatamente il crociato è ok – ha confessato all’uscita della clinica Fornaca di Torino – ed è stato quindi scongiurato un pericolo maggiore, cioè quello di compromettere un’intera stagione. Già stamattina avevo meno dolore, ma fino a quando non ho avuto l’esito ho avuto un po’ di tensione. Sicuramente mi sono tolto un bel peso. Ora penso a riposarmi qualche giorno e poi inizierò a lavorare per tornare in campo, senza affrettare i tempi. Voglio solo ringraziare tutti i miei compagni, gli amici e i tifosi che da ieri sera mi sono stati molto vicini».

8月17日

Del Piero: «Voglio una Juve con l’istinto del killer».

«Sì, mercoledì ho segnato uno dei miei gol più belli ed è stata una bella vittoria, in una delle partite fondamentali per noi, il crocevia della nostra stagione. L’abbiamo detto tante volte vogliamo portare a termine il percorso iniziato due anni fa, un cammino che si deve chiudere con l’accesso alla Champions League». Alessandro Del Piero inizia la sua conferenza stampa parlando della gara contro l’Artmedia, nella quale è stato uno dei protagonisti in discussi e non solo per la rete capolavoro.
Tanti gli argomenti toccati dal capitano nel suo incontro con i giornalisti


La sua condizione atletica. «Mi fa piacere di stupire in questo senso, anche se onestamente quando leggo: “Se Del Piero sta bene può fare la differenza…” rimango un po’ sorpreso, perché vendendo da due anni per certi versi strepitosi, a volte commenti di questo tipo mi stupiscono. So comunque dare il giusto peso alle cose e sono felice del momento che sto attraversando».

Ripetere la stagione dello scorso anno è possibile?  «Non vedo quali siano i problemi. Capisco di non poter piacere a tutti e che qualcuno tiri fuori il discorso della mia età o della bella stagione passata, a volte anche per difendersi da certi giudizi espressi. Io so che affronterò la prossima stagione con la stessa determinazione per essere sempre al top. Non sono un giocatore che basa tutto il suo gioco sull’aspetto atletico, ho questa fortuna e per questo mi stupisco che a volte le mie partite si giudichino solo da quell’aspetto. D’altra parte sono contento di stare bene fisicamente».

Meglio il Del Piero di oggi o quello di dieci anni fa? «Non faccio questo tipo di paragoni, sono età e momenti diversi. Sono cambiate tante cose da dieci anni a questa parte. Non è cambiato però l’ambiente intorno a me: mi piace stare con le persone, che, alla fine, permettono che le mia prestazioni siano positive: le persone con cui lavoro, la mia famiglia, i miei amici. Ho sempre detto che la nascita di mio figlio è stata una “turbo-iniezione”, poi viene la preparazione e il carattere che mi ha sempre contraddistinto. Tutto questo fa sì che io riesca a mantenermi su alti livelli, ma fare paragoni con il passato è impossibile Fatica? Dipende sempre da come riesci a trasformarla in qualcosa di positivo. Le vittorie e i gol aiutano, Non è vero che non faccia fatica, ma penso che altri lavori siano più duri»


La Nazionale e i Mondiali in Sudafrica. «Già la mia volontà di partecipare agli europei per molti era quasi una sorta di bestemmia da parte mia. Non c’è un modo particolare per convincere l’allenatore a convocarti se non quello di giocare bene e il fatto che Lippi mi conosca non significa che sia avvantaggiato, anche perchè non voglio trattamenti particolari, Mi convocherà se giocherò bene».


La concorrenza in attacco. «Conosco bene l’ambiente, la squadra  e le mie possibilità. Il mio pensiero non è rivolto alla concorrenza, ma a prepararmi al meglio. Nella Juve ci sono stati diversi anni con tanti attaccanti forti. E’ un bene, è un reparto che va sfruttato e sono contento dell’arrivo di Amauri e degli altri giocatori».


Più facile vincere la Champions che il campionato. «Non è un discorso sbagliato, ma secondo me sono due competizioni difficilissimi. Il fatto che il Champions si arrivi a giocare partite secche con andata e ritorno può far pensare che sia più facile arrivare in fondo, ma per farlo bisogna essere una squadra di altissimo livello. Perché la squadra che vince ha qualità, spirito, dedizione al lavoro, fede nella vittoria superiore alle altre. In Europa ci sono una decina di squadre che possono arrivare in fondo per la qualità che hanno, ma alla fine subentra qualcos’altro e questo non accade sempre. Se in quel gruppo di squadre c’è anche la Juve? Ne parliamo dopo il ritorno del preliminare».

Le potenzialità della Juve. «Non voglio dare giudizi affrettati. Noi, come potenziale e struttura di società, non possiamo essere considerati come una squadra che due anni fa era in B. L’anno scorso eravamo una neopromossa sulla carta, ma non lo eravamo in realtà. Puntiamo in alto, con calma, sapendo che questa è una squadra di primo livello».


Il mercato della Juve. «Sono soddisfatto. Sono arrivati ottimi giocatori e il potenziale è aumentato e possiamo puntare in alto. Io non scendo in campo per fare bella figura con un terzo o un secondo posto. Non mi piace pensarla così. Per me esiste il primo posto e basta. Ci siamo rinforzati e, come noi, anche le altre squadre. Sarà il campo a dire chi ha fatto meglio. Ronaldinho al Milan era nell’aria, l’Inter ha potenzialità economiche fuori mercato, la Roma ha speso poco e bene; non è cambiato molto come politica delle società rispetto agli anni scorsi. In ogni caso credo che il gap tra l’Inter e le altre squadre sia diminuito».


Il Trofeo Berlusconi. «Non ricordo vere e proprie amichevoli contro Milan o Inter. Il Berlusconi poi è sempre stata ritenuta una delle partite più importanti perché Juve e Milan gli anni passati non facevano quasi mai i preliminari e quindi veniva considerata come il primo vero test della stagione per le due squadre. Ora, anche se noi facciamo i preliminari, mantiene questa importanza

Il punto di forza e l’aspetto da migliorare. «L’elemento che mi piace di più è la determinazione e il carattere che questa maglia e questo ambiente ti danno. L’abbiamo mantenuto nonostante i cambi di allenatore negli ultimi anni, che sono stati diversi rispetto ai precedenti. Questa è una piacevole conferma e, soprattutto un elemento fondamentale per puntare in alto. Possiamo migliorare nell’istinto da killer che ancora un po’ ci manca. Siamo all’inizio e per ora va bene così, però dobbiamo cercarlo e trovarlo il prima possibile». 

 

 

 

Juve da Champions: 4-0 all'Artmedia

Sono bastati 45 minuti a tavoletta, degni di certe notti juventine di qualche tempo fa, per riconsegnare la Signora al suo posto naturale anche in Europa. Determinazione, disciplina, qualità i tre elementi alla base del largo successo contro gli slovacchi, apparsi in verità ancora meno attrezzati di quanto si potesse già pensare alla vigilia. Ma a farli diventare piccoli piccoli ci ha pensato soprattutto la Juventus,compatta, ordinata nel classico 4-4-2 diventato ancora più offensivo fin dal 15', quando Ranieri ha sostituito l'infortunato Grygera con Iaquinta, capace di interpretare il ruolo di esterno in fase di non possesso e quello di terza punta durante gli attacchi. Una scelta che il tecnico si è potuto permettere anche per la solidità e la copertura assicurata da due mediani come Sissoko e Poulsen. Nota di merito, per il danese: mai fuori posizione, sempre vicino all'azione, lanci col goniometro. Una partita maiuscola oscurata solo dal "solito" Del Piero, riapparso nella partita che davvero contava in condizioni scintillanti. Autore del magnifico gol che ha definitivamente instradato la Juve verso la mattanza, Alex (ben supportato da Camoranesi) è stato ancora una volta capitano, prendendo per mano la squadra e portandola verso il successo che, salvo impensabili suicidi, consentirà tra 15 giorni in Slovacchia di festeggiare la fine di due anni di rabbia ed esilio. Bentornata, Juve.
 
 
 
 

 

 

 


8月9日

Ranieri incorona Giovinco

A migliaia di chilometri di distanza da Torino, Sebastian Giovinco ha iniziato con un gol la sua avventura olimpica, che domani vedrà in campo l'Italia contro la Corea del Sud. Alla Juve stanno seguendo il loro piccolo grande campione e lo aspettano a braccia aperte. Il futuro bianconero è suo. "Credo che possa essere il vice Nedved, pur con altri compiti e caratteristiche", ha detto Caludio Ranieri.

Il tecnico bianconero, pur non avendolo ancora avuto a disposizione, ha già speso parole importanti per l'azzurrino. "Crediamo molto in lui come in Marchisio e De Ceglie. Non a caso li abbiamo riportati a casa", ha detto.

L'unico intrerrogativo riguarda il ruolo: liberori di inventare come Del Piero o meticoloso esterno sinistro come Nedved? "E' un giocatore che dà il meglio da metà campo in avanti - ha spiegato Ranieri - . Ma a Empoli ho visto che è stato impiegato con successo anche come esterno. Quando tornerà ne parleremo, vedrremo cosa potrà fare".

Ci sarà tempo per pensarci, adesso c'è da portare a casa una medaglia olimpica. Magari d'oro.

INTANTO

Il conto alla rovescia è iniziato: -5. Sono i giorni che mancano al primo appuntamento ufficiale della stagione della Juventus: il 3° turno preliminare di Champions League contro l'Artmedia Bratislava. L'andata si giocherà mercoledì all'Olimpico di Torino, alle 20.45. Proviamo a capire quale può essere il volto, o meglio a identificare gli 11 volti bianconeri che saranno in campo dal 1' in un impegno sulla carta agevole, ma di importanza capitale: è vietato sbagliare, e questo un pizzico di pressione addosso ai bianconeri la metterà.

DIFESA - Buffon, e ci mancherebbe. Poi subito un ballottaggio sulla fascia destra. Grygera o Zebina? Il ceco nelle ultime uscite ha fatto meglio. Potrebbe spuntarla lui. L'altra fascia, quella mancina, è un'incognita. Perchè Molinaro è reduce da un acciacco (anca sinistra): anche oggi si è allenato a parte. Il suo sostituto naturale, De Ceglie, è all'Olimpiade, agli ordini di Casiraghi. Due le alternative immaginabili in caso di forfeit del titolare: Chiellini esterno sinistro, un (circostanziato) ritorno al passato, come già avvenuto contro il Manchester United. Oppure il "camaleonte" Salihamidzic schierato arretrato. Più difficile il trasloco di Grygera a sinistra, con Zebina titolare a destra. In mezzo Legrottaglie e Mellberg, finora convincente, se Chiellini scala a sinistra, altrimenti ballottaggio tra gli altri due.
CENTROCAMPO - Nedved è squalificato. Ricordino fastidioso dell'eliminazione dall'ultima Champions League bianconera, quella in cui la Juve salutò le contenendenti al successo finale nei quarti, eliminata dall'Arsenal. 0-2 a Londra, 0-0, il 5 aprile 2006 a Torino. E il biondo ceco anzitempo negli spogliatoi per doppia ammonizione. Poi un'incognita: Zanetti. Che ha saltato la tournèe inglese per un infortunio muscolare. Proverà il recupero. Se Ranieri non vorrà rischiare nulla, spazio alla diga centrale Sissoko-Poulsen, anche se il danese sembra ancora un po' in ritardo di condizione. Camoranesi dovrebbe avere il posto garantito, sulla sua fascia destra, mentre sull'altra corsia le soluzioni sono molteplici. Quella su cui puntare potrebbe essere Salihamidzic, l'alternativa è Marchionni, in caso di scelta più offensiva di un Ranieri che ha dichiarato di voler chiudere i conti qualificazione già all'andata. Ma non è neppure da escludere l'ipotesi di una punta (Iaquinta?) tenuta alta sull'esterno.
ATTACCO - Perchè in avanti le alternative sono molteplici. Quattro, per la precisione. Per due, o, forse, tre maglie. Ranieri nelle recenti amichevoli ha schierato i suoi con il 4-4-2, anche se contro l'Amburgo nel finale ha fatto le prove di tridente. Chi sta meglio? Del Piero contro i tedeschi è stato uno dei pochi a salvarsi, e contro i Red Devils ha fatto un figurone, testimoniato dall'ovazione che gli ha riservato il pubblico di Old Trafford. Trezeguet ha segnato il gol del successo contro l'Arsenal nell'amichevole dell'Emirates Stadium. Iaquinta (che deve smaltire la contusione alla caviglia sinistra patita a Manchester) è il più duttile: può fare la prima e la seconda punta, e giocare esterno. Amauri è il colpo di mercato dell'estate. E nelle prime amichevole aveva subito fatto vedere il perchè. Insomma, un rompicapo per Ranieri. Che si gode l'abbondanza. Il modo per gestirla minimizzando i problemi è andare avanti in Champions aumentando gli impegni. E per farlo va superata l'Artmedia. Appunto.
 
 
8月7日

Ottima Juve a Manchester.

Da Manchester arrivano buone notizie per i tifosi della Juventus. Del Piero e compagni pareggiano 0-0 l'amichevole di lusso con i campioni d'Europa. Giocando bene, soprattutto nel primo tempo. Dimostrando compattezza, personalità. Mettendo in mostra i soliti piedi buoni di Camoranesi e Del Piero, ma anche il dinamismo di Sissoko e l'eclettismo di Chiellini, oggi esterno. Tra 7 giorni sarà ora X. Il preliminare di Champions. Si farà sul serio, non saranno ammessi sbagli. Intanto da stasera si conosce l'avversario della squadra di Ranieri: saranno gli slovacchi delll'Artmedia Bratislava che nel 2° turno di coppa hanno battuto 4-2 i finlandesi del Tampere nel ritorno casalingo, dopo il 3-1 dell'andata.
La Juve dunque fa un figurone contro la squadra che non solo siede sul trono europeo, ma che ha anche l'avvio del proprio campionato alle porte. E quindi è già - presumibilmente - in buona condizione atletica. Dopo la vittoria all'Emirates Stadium di Londra con l'Arsenal, i bianconeri bissano la buona prestazione contro un'altra "big" inglese. La brutta scivolata contro l'Amburgo, come prestazione e risultato, è alle spalle.
BELLA JUVE - Il primo tempo è intenso. Fisico. Non sembra un'amichevole. Merito, anche, dello stadio esaurito (c'è pure Capello, c.t. inglese). Piove. I campioni d'Europa, senza Cristiano Ronaldo - la cui saga sembra doversi concludere con la permanenza a Old Trafford - e Rooney, entrambi acciaccati, fanno la partita. Possesso palla, ritmo alto, incursioni in verticale dei centrocampisti, visto che di punte c'è solo Tevez a disposizione. Fletcher si divora il vantaggio di sinistro, lanciato dalla mediana, solo davanti a Buffon. La Juve non accusa il colpo. Ma, anzi, replica. Perchè Sissoko, fischiatissimo ex del Liverpool, in mezzo si fa sentire non solo in fase di copertura, ma anche in quella di impostazione, lucido e strapotente. Camoranesi e Del Piero a sprazzi regalano numeri di classe: Ale va vicino al vantaggio di sinistro, ribattuto, poi inventa un lancio splendido per Iaquinta, che pasticcia. Infine Camoranesi ci prova di testa, su angolo del suo capitano. Palla che passa poco distante al primo palo. All'intervallo è 0-0, ma è la Juve ad aver fatto un pizzico di più.
JUVE SOLIDA - Nella ripresa il ritmo cala. Ranieri inserisce Amauri per Iaquinta. Punizione alta di Del Piero. Colpo di testa Scholes appena alto sul cross del nuovo talento dei Red Devils, l'esterno destro Rafel. Poi contropiede bianconero concluso da Sissoko, che fa solo il solletico a Van der Sar. Al 26' esce Del Piero, tra gli applausi di un pubblico a sua volta da battimani. Dentro Trezeguet. La Juve continua a tenere il campo con autorità, brava a chiudere le fasce agli inglesi con le prove autorevoli di Grygera e di Chiellini, tornato per una sera a sinistra, in contumacia Molinaro. Il Manchester ci terrebbe a vincere, e finisce tutto in avanti. Ma non passa. La Juve tiene il pari. Strameritato.
 
Tra 7 giorni li aspetta la sfida del preliminare di Champions con il club di Bratislava che ha eliminato il Tampere.
8月2日

Preliminari, Tampere o Artmedia Bratislava.

 
La Juventus dovrà ancora aspettare qualche giorno, fino al 6 agosto, prima di sapere con certezza il nome dell’avversaria da affrontare nel terzo turno preliminare di Champions League. Il sorteggio di Nyon ha infatti messo di fronte i bianconeri ad un accoppiamento del secondo turno, quello tra i finlandesi del Tampere United e gli slovacchi dell’Artmedia Bratislava.

Bisognerà attendere fino al termine della gara di ritorno, ma le probabilità sono quasi tutte dalla parte degli slovacchi, capaci di imporsi all’andata, in trasferta, con un netto 3-1.

La gara di andata si giocherà a Torinoil 13 agosto alle 20.45, ritorno in trasferta il 26 (orario da definire).

Finlandesi o slovacchi, la Juventus dovrà affrontare avversari comunque più avanti nella preparazione. Entrambe le squadre hanno già iniziato il campionato (in Finlandia sono state già giocate 14 partite, in Slovacchia solo un paio) ed entrambe sono entrate nel tabellone dei preliminari fin dal primo turno. L’Artmedia ha eliminato agevolmente i maltesi della Valletta vincendo sia all’andata che al ritorno, il Tampere ha estromesso faticando gli esordiente montenegrini del Budoçnost Podgorica.
 
 Per fortuna, l'urna di Nyon ha sorriso alla Vecchia Signora. «Si è trattato di un sorteggio non certo malvagio - è il commento di Ranieri - soprattutto tenendo conto di un paio di altre sfide che sono uscite». «La maggior preoccupazione - continua - era quella di trovare avversari più avanti di noi nella preparazione. L'Artmedia ha disputato meno gare di campionato rispetto al Tampere. In ogni caso, noi siamo la Juventus e questo turno lo vogliamo assolutamente passare. Per questo continueremo a lavorare sodo per arrivare pronti all'appuntamento».
Guai, però, a pensare di aver già passato il turno. «Un sospiro di sollievo visto il sorteggio? No - sottolinea capitan Del Piero - quello lo tireremo solo dopo aver passato il turno. Abbiamo una rosa ampia, sarà il campo a dire se siamo più forti». Per questo il club ha preferito affrontare test veri, come appunto quelli di domani e di domenica, invece di quelli illusori. «Non tutti i miei reggeranno il doppio confronto in 24 ore e infatti domenica giocherà una squadra diversa, perchè a me interessa soprattutto il minutaggio - spiega Ranieri -. L'Arsenal ci insegna come si può spendere tanto ma per acquistare i giovani migliori al mondo. È una politica che finora ha pagato, gli vanno fatti i complimenti. L'Arsenal ha più esperienza di noi in Champions League perchè in questi due anni non l'abbiamo giocata, ma anche l'Amburgo ha esperienza internazionale e noi siamo qui - conclude - per colmare questo gap, senza la pressione del risultato, anche se naturalmente teniamo molto a far bene».


 
7月30日

Ranieri: «Juve, va bene così»

Per una volta il tabù Tim sembrava sfatato. Invece alla Juventus non riesce neanche in questa estate 2008 il successo nella manifestazione. Il Milan sfrutta al meglio il regolamento e grazie a due successi ai rigori si porta a casa il trofeo.

Davanti ai 25mila spettatori che gremiscono l’Olimpico, alla squadra di Ranieri non basta battere l’Inter (1-0, gol di Iaquinta) e pareggiare 2-2 con i rossoneri (reti di Trezeguet e Marchionni e doppietta di Seedorf, eletto miglior giocatore del torneo). Fatale il ko dal dischetto con i rossoneri che poi battono anche i cugini dopo lo 0-0 al 45’.

Al di là del trofeo sfuggito di un soffio e della formula del torneo, mister Ranieri chiude la serata con tanti nuovi appunti per il proseguo. I bianconeri hanno continuato a mettere “benzina” nel serbatoio e neppure la seconda “zuccata” di Amauri (dopo quella con il Mezzocorona) ha creato scompensi.   

L’attacco è andato a segno tre volte in 90’ con Trezeguet che si è sbloccato e la difesa non ha patito più di tanto, battuta solo da due invenzioni balistiche di Seedorf. Ancora bene i giovani Ekdal e Rossi, sempre più protagonisti.

Ora, dopo un giorno di riposo, sarà tournée in Inghilterra e tre supersfide con Arsenal, Amburgo e Manchester United che diranno tanto sulla condizione della squadra. 
 
«In queste gare il risultato non conta, lo avevo già detto prima della partita». Una sconfitta ai rigori col Milan e una vittoria 1-0 con l'Inter. Le prime due sfide del Trofeo Tim per la Juventus regalano un bilancio soddisfacente per il tecnico bianconero Claudio Ranieri, interessato soprattutto alla condizione della sua squadra in vista dei preliminari di Champions League.
«Avevo molti giocatori rientrati da poco -ha spiegato Ranieri-, ma la squadra ha fatto bene. Il ragazzino (Marco Rossi ndr) ha fatto una grande partita. L'importante è che tutti abbiano accumulato minuti nelle gambe prima dei preliminari dove il risultato conterà veramente». «Poulsen? -ha aggiunto-Ha avuto un problemino dopo Dortmud e allora ho chiesto un sacrificio a Sissoko. E' normale che per ora non siamo compatti come dobbiamo essere, ma questo verrà quando saremo in condizione. Nella prima partita abbiamo sbagliato dei passaggi e qualche gol. Ma resta importante confrontarsi con squadre come Milan e Inter, perché dobbiamo vedere dove migliorare». Buono il primo incontro italiano con Josè Mourinho. «Con Mourinho ho un ottimo rapporto dai tempi del Chelsea -ha concluso Ranieri- Mi ha fatto gli aguri per i preliminari».

 
 
 
 
 
 
7月29日

Ranieri: "Al Trofeo Tim le tre per lo scudetto"

"Vogliamo fare bella figura contro Inter e Milan: all'Olimpico si sfideranno le tre pretendenti allo scudetto e le tre squadre più titolate d'Italia"
 
 L'obiettivo di questo inizio di stagione è sempre lo stesso, vincere i preliminari di Champions League. Ma dopo la buona prova nell'amichevole contro il Borussia Dortmund, la Juventus non vuole più fermarsi. "Ci teniamo a fare bella figura anche contro Milan e Inter", sottolinea l'allenatore Claudio Ranieri, che però mette le mani avanti: "In questa fase della preparazione - dice - è antipatico fare confronti con le altre squadre".
ZANETTI OUT - In campo, per l'ottava edizione del Trofeo Tim, si vedrà una Juve rimaneggiata. Il tecnico bianconero recupera Tiago, mentre nella lista non compare Cristiano Zanetti: il centrocampista dovrà restare a riposo per tre giorni a causa di una contusione alla coscia destra rimediata nell'amichevole con il Borussia Dortmund. Assente anche Almiron, che ieri è partito per l'Argentina per sbrigare alcune formalità burocratiche legate al rinnovo del suo permesso di soggiorno in Italia. "Mischierò le carte - annuncia il tecnico - per vedere insieme vecchi e nuovi giocatori. Dobbiamo puntare ad amalgamarci il più in fretta possibile e quella di domani sera è senza dubbio un'occasione importante".
SCUDETTO PER TRE - In campo, nelle tre minipartite da 45 minuti l'una, ci sarà infatti tanta qualità. "All'Olimpico di Torino si sfideranno le tre pretendenti allo scudetto - sostiene l'allenatore della Juventus - e le tre squadre più scudettate d'Italia". I presupposti per lo spettacolo, insomma, ci sono tutti.
 
Claudio Ranieri non ha convocato Cristiano Zanetti e Almiron per il triangolare di domani: c`e` Tiago. Martedi` sera all`Olimpico arriveranno Inter e Milan per sfidare i bianconeri nel Trofeo Tim. Come per la trasferta di Dortmund, i convocati sono 25. I cambiamenti pero` non mancano. C`e` infatti Tiago, che ha recuperato dai problemi fisici recenti, mentre e` fuori Cristiano Zanetti.

Il regista italiano ha subito un colpo alla coscia destra durante la partita contro il Borussia ed e` stato quindi sottoposto a un controllo ecografico che ha evidenziato una contusione al muscolo vastolaterale. Rimarra` a riposo per tre giorni. Out anche Almiron. Il mediano e` partito per l`Argentina, dove sbrighera` alcune formalita` burocratiche per il rinnovo del suo permesso di soggiorno.

Questo l’elenco dei convocati:

Amauri, Buffon, Camoranesi, Chiellini, Chimenti, Del Piero, Ekdal, Grygera, Iaquinta, Knezevic, Legrottaglie, Marchionni, Mellberg, Molinaro, Nedved, Poulsen, Salihamidzic, Sissoko, Tiago, Trezeguet, Zebina, Ariaudo, Esposito, Nocchi, Rossi.
 
 
Gazzetta dello sport
 

La Juve lo dice con tre gol: "Siamo forti"

Dopo la rabbia, il sorriso. Claudio Ranieri si gode la sua Juve, vincente e convincente (3-1: gol di Amauri, doppietta di Iaquinta e, nel finale, rigore trasformato da Kruska) al Westfallen Stadion di Dortmund contro il Borussia. Passata la buriana del presunto caso Trezeguet, con conseguente muso del tecnico romano alla vigilia della partita contro i tedeschi, ecco la risposta del campo: il francese e Amauri vengono schierati uno di fianco all'altro nel primo tempo e, a differenza di quanto accaduto a Trento contro il Piacenza, i due riescono a coesistere pur se il lavoro da sviluppare resta parecchio. Fatto sta che il brasiliano ha segnato ancora - per quel che vale, siamo al settimo centro in tre partite - e che il francese ha sfiorato il gol.

«Non ho mai avuto dubbi - ha confermato Ranieri -, dateci tempo e i risultati si vedranno». In attesa che magari il muso lo metta Del Piero, ieri all'esordio stagionale e schierato nella ripresa in coppia con Iaquinta, la Signora manda in archivio l'ultima domenica di luglio facendo il pieno di buone notizie. Per di più, contro una squadra già avanti nella preparazione che nei giorni scorsi aveva anche vinto la Supercoppa tedesca battendo il Bayern Monaco, vincitore della passata Bundesliga.

La Juve, schierata nel consueto 4-4-2, ha insomma lanciato un segnale importante e confermato di avere a disposizione una rosa completa, pur se al momento le mancano i tre olimpici Giovinco, Marchisio e De Ceglie: la marcia di avvicinamento al preliminare di Champions, primo vero importante appuntamento della stagione, può ora proseguire con tranquillità e già domani arriverà un'altra verifica importante, dovendo i bianconeri affrontare a Torino Inter e Milan nel Trofeo Tim.

Le note positive del torrido pomeriggio tedesco, in uno stadio in cui la Juve ha sempre vinto e Del Piero mostrato le prime magie, sono arrivate un po' da ogni reparto. Dall'attacco innanzi tutto, ma prima ancora dalla sensazione che quest'anno le alternative non manchino: Mellberg ha fatto coppia con Chiellini per la prima volta e se l'è cavata bene confermando la sensazione che sia più che mai il toscano l'anello forte della catena difensiva bianconera.

Nella ripresa, in netto anticipo sui tempi, si è visto anche il croato Knezevic, schierato al fianco di Legrottaglie: i due hanno mostrato qualche lacuna, ma è giusto concedere loro il giusto tempo per conoscersi. In mezzo al campo, preso atto della consueta solidità della coppia Zanetti-Sissoko, ha debuttato Poulsen, utilizzato nei venti minuti finali al posto del maliano: il danese, che la stragrande maggioranza dei tifosi bianconeri non avrebbe voluto, ha anche spedito in rete Iaquinta con un lancio millimetrico di trenta e passa metri che avrà fatto impazzire per primo Ranieri, suo principale sponsor.

«L'importante è che tutti abbiano potuto mettere minuti nelle gambe - ha commentato l'allenatore a fine partita -. Al momento non tutti possono essere allo stesso livello, ma ci sarà modo di migliorare. Non abbiamo e non avremo undici titolari fissi: visti gli impegni, ci sarà spazio per tutti». Solite dichiarazioni al miele, buone per tutte le estati e tutte le evenienze: la Juve però sta crescendo tutta insieme, questo è certo. Quanto ai singoli, Amauri ha confermato di essere più che mai in palla (sul gol che ha aperto la partita, ha bruciato anche Trezeguet deviando un cross dalla destra di Grygera) e Iaquinta il solito sgobbone capace anche di buttarla dentro (colpo di testa vincente su cross di Nedved, prima dello splendido pallonetto seguito all'assist di Poulsen). Forse ha ragione Buffon: altre squadre hanno più talento, ma questa Juve sarà difficile da battere per chiunque.

Il Giornale

7月25日

Partenza con il botto!!!!

La Serie A 2008/09 ha finalmente un volto. A Roma è stato infatti stilato il calendario del massimo campionato che partirà il 30/31 agosto.
E sarà una partenza con il botto per la Juventus, impegnata in casa della Fiorentina. Quindi subito di fronte la 3ª e la 4ª dell’anno scorso, ma anche le due formazioni che si giocheranno i preliminari di Champions proprio pochi giorni prima. La prima casalinga sarà contro l’Udinese, subito dopo la sosta per la Nazionale.
Tra l’8ª e la 16ª gli incontri di punta. All’8ª il derby con il Torino, alla 10ª la sfida con la Roma, alla 13ª l’atteso scontro con l’Inter e al 16ª il confronto con il Milan. L’ultima gara del campionato, il 31 maggio 2009, sarà a Torino contro la Lazio.
Questo il commento di Ranieri:
«Sembra un calendario inglese o spagnolo, dove possono incontrarsi subito la prima e la seconda, mentre qui tocca alla terza e alla quarta. E’ un campionato bello, impegnativo, per noi, soprattutto all’inizio. Dovremo farci trovare pronti. L’anno scorso siamo stati un po’ agevolati, quest’anno meno, ma accettiamo serenamente il verdetto del computer. Dovremo essere rodati per la prima partita, così come la Fiorentina, visto che si affronteranno due squadre che faranno i preliminari. Non si cambia preparazione: bisogna farsi trovare pronti, perché ci aspetta un campionato molto interessante».

Ecco il percorso dei bianconeri
1ª giornata Fiorentina-Juventus
2ª giornata Juventus-Udinese
3ª giornata Cagliari-Juventus
4ª giornata Juventus-Catania
5ª giornata Sampdoria-Juventus
6ª giornata Juventus-Palermo
7ª giornata Napoli-Juventus
8ª giornata Juventus-Torino
9ª giornata Bologna-Juventus
10ª giornata Juventus-Roma
11ª giornata Chievo-Juventus
12ª giornata Juventus-Genoa
13ª giornata Inter-Juventus
14ª giornata Juventus-Reggina
15ª giornata Lecce-Juventus
16ª giornata Juventus-Milan
17ª giornata Atalanta-Juventus
18ª giornata Juventus-Siena
19ª giornata Lazio-Juventus
 
7月18日

Buffon: "È tornata la vera Juve"

 È tornato dalle vacanze ritemprato, dopo essere stato uno degli azzurri più positivi all'Europeo, e ora rilancia la sfida. Gigi Buffon ha ripreso a lavorare ed è pronto ad una stagione da protagonista con la Juve: «Lotteremo per la Champions, così come per il campionato - ha spiegato a Juventus Channel - tutti obiettivi per i quali la Juventus ha sempre combattuto. Sarà un'annata lunga e molto intensa e fin da ora dovremo iniziare a prepararla bene».

«SCUDETTO? SIAMO FORTI, VEDREMO» - Buffon lo scorso anno è sempre stato tra i più cauti parlando della possibilità di lottare per lo scudetto, ma quest'anno, pur mantenendo la consueta umiltà, riparte con la consapevolezza di dover lottare per obiettivi ambiziosi: «Quella c'è sempre stata, anche se non eravamo alla pari con gli altri. Ora che ci siamo rinforzati a maggior ragione non dovrà mancare la convinzione nei nostri mezzi. È una qualità che ci ha sempre contraddistinto e che ci dovrà accompagnare sempre».
Intanto
Sarà il Milan, insieme alle già confermate Napoli e Juventus, a partecipare alla 12/ma edizione del Trofeo Birra Moretti, in programma il 21 agosto al San Paolo di Napoli. I rossoneri sostituiscono l'Inter, che ha rinunciato.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
FONTE:CORRIERE DELLO SPORT
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
7月17日

Juve, sono tornati gli azzurri

La Juventus è pronta a fare sul serio. Oggi pomeriggio primo allenamento della stagione sul campo di Vinovo, col gruppo ancora a ranghi ridotti. Tutti sorridenti e abbronzati, pronti a scendere in campo in campionato e in Champions. Oltre ai giocatori in ritiro a Pinzolo mancava anche Claudio Ranieri, che potrà contare sul gruppo al completo soltanto sabato. Fuori dai cancelli di Vinovo tanti tifosi a salutare i vecchi campioni e i nuovi acquisti, i più applauditi sono stati Chiellini e Del Piero.
 
IL CAPITANO - "Vogliamo migliorare i risultati già ottimi che siamo riusciti ad ottenere nelle passate stagioni – le prime parole del capitano -, per me sono stati due anni ricchi di soddisfazione a livello sportivo e personale". Buffon ha lavorato insieme al preparatore dei portieri Pellizzaro, subito in campo i nuovi acquisti Poulsen, Mellberg e Knezevic insieme a Del Piero, Chiellini, Camoranesi e Grygera.
 
CHIELLINI - "Abbiamo una gran voglia di ripartire – ha detto Chiellini a Juventus Channel – questa per noi sarà una stagione importante a partire dai preliminari di Champions League, fondamentali".
 
CAMORANESI - Ha nostalgia della vacanze: "La prima settimana di allenamenti è sempre la più dura, bisogna riprendere il ritmo. Abbiamo abbastanza tempo per preparare al meglio la sfida per i preliminari di Champions, questo è il nostro primo obiettivo".
Sissoko, in permesso, raggiungerà i compagni soltanto sabato mentre domani è prevista una doppia seduta di mattina e pomeriggio, per continuare a fare sul serio.
 
Intanto oggi pomeriggio
è stato presentato POULSEN:
"La Juventus è una delle squadre più importanti al mondo. I tifosi mi considerano un giocatore rude, ma voglio dimostrare di avere anche una buona tecnica".
"Sono molto felice di entrare a far parte di un club così prestigioso - ha dichiarato il danese - La Juventus è una delle squadre più importanti del mondo e mi auguro di poter far bene. Sono un centrocampista difensivo ma sono anche in grado di giocare in posizione più avanzata. La mia speranza è riuscire a regalare una sorpresa al pubblico italiano, che mi considera un giocatore rude, mostrando di avere anche una buona tecnica. Avrò tempo per dimostrarlo e per dare un'altra immagine di me. Il Siviglia? E' stata un'ottima esperienza ma ora sono orgoglioso di essere alla Juve".
  
                FONTE:GAZZETTA DELLO SPORT

Colpo Gobbo: Il futuro di Ranieri dipende da Poulsen

Con l’acquisto di Poulsen, la campagna di rafforzamento della Juve può dirsi virtualmente conclusa. Metabolizzato velocemente l’arrivo di Amauri, è senza dubbio proprio l’ingaggio del danese il colpo di mercato più significativo di questa campagna di rafforzamento. Significativo perché segna un punto di non ritorno. Ranieri lo ha voluto fortemente, contro tutto e tutti ed è chiaro che il suo futuro alla Juve dipende molto dalla riuscita o meno del “colpo” Poulsen.

La dirigenza se ne è lavata le mani, addossando sul tecnico la responsabilità di questa scelta. Gli stessi giocatori della vecchia guardia non sembrano troppo entusiasti, al di la di alcune dichiarazioni di facciata. Trezeguet  ad esempio ha espressamente detto che a suo parere serve più qualità alla Juve per cercare di vincere e non solo di far bella figura. Ranieri il giorno dopo lo ha prontamente smentito, sostenendo che di qualità alla Juve ce n’è a sufficienza. I tifosi sono quanto meno disorientati. E non potrebbe essere diversamente… 

Dopo mesi a sentir parlare di Diego, Lampard, Van der Vaart, Xabi Alonso, Stankovic e Aquilani, vedono arrivare un mediano danese tutto grinta e sostanza, per di più accompagnato dalla fama di attaccabrighe e provocatore! Ma Poulsen non è stato un ripiego, è stato scelto e voluto da Ranieri, il quale ora e per tutta la stagione sarà un uomo solo al comando. Se il danese si rivelerà funzionale al progetto tattico che ha in mente, Ranieri avrà vinto, e sul carro del vincitore saliranno, come sempre, in molti. Se Poulsen si rivelerà  un “bidone”, l’indice accusatore di tutti, dirigenza, stampa e tifoseria, sarà puntato sull’allenatore, colpevole di aver voluto una Juve meno tecnica e più “muscolare”.

In mezzo a tutto ciò sta proprio Poulsen che probabilmente non è un “bidone”, come temono alcuni tifosi, e che sicuramente non sa di essere l’ago della bilancia della prossima stagione juventina. Il suo eventuale fallimento, dopo quello clamoroso della coppia Tiago-Almiron, innescherebbe una reazione a catena, una sorta di effetto-domino in cui il primo tassello a cadere, sarebbe certamente quello che porta il nome di Claudio Ranieri.
 
 
 
 
                                                                                      Fonte-GOAL.COM
  
7月13日

Si inizia!!!

Oggi è nato
un altro blog!!!!
Un blog interamente dedicato al calcio
e soprattutto al mio amore più
grande...LA JUVE!!!
Ogni giorno (si spera) il blog sarà pieno di,
oltre di notizie di calciomercato,rose,
calcio estero,sondaggi...
alle questioni BIANCONERE...
Uno sguardo al mondo tinto
d striscie BIANCONERE...
Massimo rispetto x tutti...
ps (lavori ancora in corso)!!!!"""